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ACC guida la trasformazione dell’oncologia tradizionale verso quella del futuro

Il Presidente Ruggero De Maria: messa a punto la piattaforma GerSom in grado di decodificare tutti i tumori e i Pazienti che si sono ammalati a causa di una forte predisposizione genetica | Consentirà anche di individuare i familiari sani ad alto rischio | Al via anche il progetto finanziato dal MEF che coinvolgerà le altre due Reti principali (Neurologica e Cardiologica)

Roma, 20 novembre 2019 – Aprendo i lavori del 4° Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, in programma alla Sapienza di Roma ed organizzati in collaborazione con IRE, il Presidente, professor Ruggero De Maria, ha spiegato che il convegno «si svolge quando la Rete degli IRCCS ha acquisito un ruolo fondamentale nell’oncologia del Paese. Oltre ad essere un riferimento operativo del Ministero della Salute per condurre importanti compiti istituzionali e progetti strategici, come l’aggiornamento del Piano Oncologico Nazionale o il primo programma nazionale per lo sviluppo di nuove terapie basate sulle cellule Car-T – ha aggiunto – ACC sta guidando la trasformazione dell’oncologia tradizionale nell’oncologia del futuro».

Due i programmi principali avviati dal network cui aderiscono attualmente da 26 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, ISS, AIMaC, Fondazione Cnao e Italian Sarcoma Group. «Nel primo, di genomica oncologica, abbiamo messo a punto la piattaforma GerSom – ha detto ancora De Maria – in grado di decodificare tutti i tumori e i Pazienti che si siano ammalati a causa di una forte predisposizione genetica. Oltre a permetterci di curarli meglio, il programma ci consentirà di individuare i familiari sani ad alto rischio di ammalarsi di cancro, in modo tale da inviare a percorsi dedicati di prevenzione chi ne abbia bisogno e salvare così molte vite umane. Il secondo, particolarmente strategico e coordinato da ACC, riguarda l’analisi dei dati clinici convenzionali e la loro integrazione con altri che derivano dalle scienze omiche, come la genomica, la radiomica e la trascrittomica (di cui riferiamo in altro comunicato).

Per il Presidente di Alleanza Contro il Cancro è stata anche l’occasione per ribadire l’importanza dell’appello sottoscritto assieme alle altre Reti, ad Airc e Telethon per l’esenzione dall’Iva (22%) dei reagenti e dei macchinari per la ricerca biotecnologica e biomedica pubblica o senza fini di lucro. «Purtroppo, in Italia i finanziamenti alla ricerca sono molto modesti, se poi immaginate che le persone donano perché hanno avuto una sofferenza personale in famiglia, donano su cifre già tassate… beh, crediamo non ci debbano essere ulteriori balzelli. L’Italia deve fare uno sforzo: si pensi che l’Iva sulla ricerca non esiste in Inghilterra, in Svezia ed in Spagna viene restituita, in Svizzera è solo al 7%, Paesi dove comunque e normalmente la ricerca è molto meglio finanziata che qui da noi».

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