Italia protagonista in Europa grazie alla Rete degli IRCCS

Roma, 2 febbraio 2023 – Il 4 febbraio si celebra in tutto il mondo il World Cancer Day: l’Italia, mai come in questi anni, è protagonista nell’individuazione delle strategie che stanno delineando la ricerca oncologica europea dei prossimi anni: Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale fondata dal Ministero della Salute presieduta dal professor Ruggero De Maria, siede infatti in numerosi tavoli tecnici del Mission Board for Cancer della UE, l’organismo che sta disegnando le progettualità sovranazionali nella lotta ai tumori.

Un ruolo a livello italiano che è riconoscimento dei progressi compiuti dalla Rete nell’ultimo quinquennio e alla quale è affidato il coordinamento di progetti-chiave come ad esempio quello sulle cellule Car-T finanziato dal Parlamento, Health Big Data, la Rete delle Reti che aggregherà e renderà interoperabili i dati oncologici, cardiologici e neurologici provenienti da 51 IRCCS e GerSom, uno studio condotto su quattromila pazienti che da un lato da mira a innalzare la qualità delle cure individuando i farmaci potenzialmente più efficaci e, dall’altro, a prevenire i tumori nei familiari ad alto rischio indirizzandoli verso percorsi dedicati di prevenzione.

La Rete, come spiega il Direttore generale Paolo De Paoli, «ha organizzato un’infrastruttura di gestione scientifico – amministrativa della ricerca che le consente oggi, con speditezza, di scrivere i progetti, gestirne lo sviluppo, interagire con i partners italiani ed europei, portarli a termine e procedere alla rendicontazione e alla trasmissione degli atti agli enti finanziatori». Uno schema di riferimento anche per altri Paesi europei poiché solo in Italia e Francia esistono reti di cancer center così ben strutturate.

Dal punto di vista strettamente scientifico il ruolo precipuo di Alleanza Contro il Cancro in Italia è portare l’innovazione della ricerca nella pratica clinica utilizzando in forma associativa le risorse e il sapere degli IRCCS tramutandoli in terapie applicabili ai pazienti. Una strategia di medio-lungo termine che ha trovato felice percorso, ad esempio, nel progetto Car-T.

In Europa la Rete è ingaggiata sulle due grandi direttrici indicate dallo Europe Beating Cancer Plan, documento-guida della UE: «Una, più prettamente organizzativo-strutturale riguarda la creazione di network dei Comprehensive Cancer Center; l’altra, invece, si occupa dei temi fondanti la ricerca in Europa. In entrambi i casi il nostro ruolo è centrale. Siamo anche attivi su una terza direttrice – conclude De Paoli – il cui tema è la creazione di una infrastruttura digitale».

Allo studio un trial con big pharma per garantire ai pazienti avanzati l’accesso ai farmaci

Pubblicata sul Journal of Experimental Clinical Research la survey che l’IRCCS Regina Elena ha condotto, per conto di ACC, sul Molecular Tumor Board tra gli Istituti che afferiscono alla Rete. I risultati, come spiega Gennaro Ciliberto, coordinatore dello stesso MTB, Direttore scientifico di IRE e componente il direttivo ACC, sono estremamente positivi. Allo studio, annuncia sempre Ciliberto, uno studio clinico in collaborazione con big pharma per mettere a disposizione farmaci indispensabili per colmare un gap ben descritto dallo stesso professore in questa clip.

Terapie integrate e carcinoma mammario, incontro a Roma il 27

Patrocinato da Alleanza Contro il Cancro si svolgerà a Roma, il 27 gennaio prossimo, alla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, il primo incontro su Terapie Integrate e carcinoma mammario. Allegato il programma con i dettagli 👇

Programma

Diagnosi con sequenziamento dell’esoma, ACC prepara il registro nazionale del futuro

ACC, la Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute, raccoglierà i dati delle discipline che analizzano grandi quantità di parametri biologici e medici come DNA, RNA o immagini radiologiche, consentendo ai ricercatori (e domani ai medici) una visione complessiva dei geni coinvolti nelle neoplasie / Coinvolti 20 Irccs e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare

Roma, 23 dicembre 2022 – Le attuali procedure diagnostiche, almeno in alcuni gruppi di pazienti, potrebbero essere presto sostituite dal sequenziamento dell’intero esoma, la parte del genoma costituita da esoni, la porzione codificante del nostro DNA; è oramai appurato, infatti, che esistono specifiche informazioni ottenibili solo con un’indagine ampia ed è opinione condivisa da buona parte della comunità scientifica, che il futuro della diagnostica avanzata muoverà in questa direzione.

I dati, preziosi ma disaggregati tra loro, già oggi esistono poiché generati singolarmente da strutture di ricerca nell’ambito di progetti specifici. Ora Alleanza Contro il Cancro, la rete oncologica nazionale del Ministero della Salute presieduta dal prof. Ruggero De Maria, metterà a fattor comune, in ambito oncologico, queste operazioni con il progetto Accord che prevede la creazione di un registro nazionale delle “omiche”, ossia quelle discipline che, tramite strumenti specifici, analizzano grandi quantità di parametri biologici e medici, come il DNA (genomica), l’RNA (trascrittomica) o le immagini radiologiche (radiomica), che consentono ai ricercatori (e domani ai medici) una visione complessiva e non parziale dei geni coinvolti nelle neoplasie. «Vogliamo creare un “ecosistema” in cui muoversi – spiega Luca Mazzarella, coordinatore del Working Group Genomica – per costruire progetti retrospettivi in cui assemblare le varie casistiche, magari per sottogruppi specifici di tumori, per patologie rare o, ancora, per aspetti che il singolo Istituto non riesce, autonomamente, a sviluppare e analizzare»

Nel progetto (retrospettivo e prospettico) che si concluderà nel 2023, sono coinvolti 20 dei 28 Istituti associati ad ACC: «La mole di informazioni generata per singolo paziente, ottenuta con l’utilizzo di tecnologie e analisi a cosiddetto High throughput, è notevole. Tre i cluster di dati che “affluiranno” ad Accord: genomica, trascrittomica e radiomica. Del primo fanno parte informazioni sul sequenziamento del genoma, del tumore e del DNA germinale, materiale biologico che può offrire informazioni estremamente preziose – prosegue Mazzarella – su aspetti che routinariamente non vengono sempre analizzati: penso alla propensione a sviluppare tumori o altre patologie, al metabolismo dei farmaci o al sistema immunitario; dalla trascrittomica, invece, ricaveremo indicazioni sulla composizione del microambiente tumorale, su quali cellule immunitarie infiltrano il tumore o sulle differenze nell’espressione genica. La radiomica, infine, metterà a disposizione dei ricercatori analisi quantitative effettuate sulle immagini di radiologia».

Per il coordinatore del Working Group Genomica, altrettanto importante è l’aspetto di condivisione internazionale del sapere: «Solo così riusciremo a ottenere una visione più precisa, direi granulare e comprensiva dei vari tumori, c’è molto da imparare quando si confronta l’assetto genetico delle neoplasie tra popolazioni differenti perché – aggiunge – a talune sono associati tassi di risposta ai farmaci o tossicità dei medesimi che spesso, confrontate, risultano diversi. Esistono, sia in Europa sia in America, progetti importanti, come ad esempio quelli condotti sotto l’egida dell’International Cancer Genome Consortium, che cercano di far convogliare in un unico database transnazionale informazioni provenienti da progetti diversi».

Ulteriore ruolo di Alleanza Contro il Cancro è quello di mettere a disposizione degli Istituti coinvolti una straordinaria capacità di calcolo e di elaborazione specifica dei dati non comune, traguardo che sarà raggiunto con la collaborazione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), socio della Rete che contribuirà al progetto non solo con la propria infrastruttura ma anche con software specifici «nel rigoroso rispetto – prosegue Mazzarella – della protezione dei dati e della privacy grazie all’adozione di un principio generale che prevede la minimizzazione della condivisione del dato per non rischiare mai di compromettere l’anonimato del paziente».

Scomparsa di Massimo Tommasino, il cordoglio di Alleanza Contro il Cancro

Alleanza Contro il Cancro si unisce al dolore dei familiari e dei colleghi di Massimo Tommasino, Direttore Scientifico dell’IRCCS Giovanni Paolo II di Bari, scomparso la scorsa notte.

“È con profonda tristezza – scrive il professor Ruggero De Maria, Presidente della Rete – che abbiamo appreso della scomparsa di Massimo, straordinario ricercatore. Come tutti sapete, dopo aver lavorato al DKFZ con Zur Hausen e aver trascorso diciannove anni allo IARC, Massimo aveva deciso di tornare nella sua amata Puglia diventando il Direttore Scientifico di uno degli IRCCS fondatori di Alleanza Contro il Cancro”. De Maria ha annunciato al proposito un meeting in memoria di Tommasino.

Scuola di metodologia della ricerca clinica all’IRCCS Negrar il 20 e 21 gennaio 23, patrocinio ACC

Si svolgerà il 20 e 21 gennaio 2023 all’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria Negrar di Verona, associato ad ACC, la nona edizione della Scuola di metodologia della ricerca clinica, patrocinata dalla stessa Rete.

L’aggiornamento scientifico è sempre più necessario alla luce delle nuove conoscenze via via disponibili in campo sia diagnostico sia terapeutico. È oltremodo importante saper valutare la qualità delle evidenze scientifiche proposte dalla Letteratura, per selezionare quelle effettivamente utili alla pratica clinica quotidiana. Il Corso affronterà quindi i punti cruciali atti a valutare la validità sia interna sia esterna delle evidenze scientifiche.

Come procedura di feedback, i discenti saranno invitati a individuare e condividere (in lavoro di gruppo) quali fra gli argomenti trattati siano ritenuti più importanti e utili alla professione. Verrà a tale proposito applicata la metodologia W3 (What? So what? Now what?) tratta dalle Liberating Structures. Al termine dell’incontro è prevista una Prova ECM con quiz a risposta multipla.

Tutti i dettagli qui > Programma

Al via oggi il secondo Connect to Win di DIGICORE, alleanza europea tra 16 Paesi

I membri DIGICORE,  un’alleanza europea di 33 importanti centri oncologici in 16 paesi, due reti nazionali (Alleanza Contro il Cancro e UNICANCER) e due partner industriali (IQVIA e Illumina).sono attivamente impegnati in una serie di programmi di ricerca congiunta che stanno gettando le basi per una rivoluzione digitale nei metodi di ricerca.  Connect to Win, l’incontro annuale di DIGICORE, presieduto da ACC (con Gennaro Ciliberto, componente il Direttivo della Rete e DS dell’IRCCS Regina Elena), fornisce un forum in cui i partecipanti si incontrano di persona per due giorni per discutere questioni importanti nella cura del cancro ed essere aggiornati sulle attività in corso del Gruppo.  L’edizione 2022 è organizzata dalla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e dall’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (entrambi associati ad ACC) oggi e domani e gentilmente ospitata dalla Regione Lombardia presso il Centro Congressi “Marco Biagi”. L’evento costituisce un’interazione amichevole tra i membri DIGICORE uniti da un obiettivo comune: sviluppare e implementare una rete di ricerca europea per accelerare la standardizzazione dell’oncologia di precisione.

DIGICORE apre la sua seconda conferenza annuale Connect-to-win il 7 novembre con i working group meeting con i centri oncologici e altre parti interessate per pianificare il futuro digitale della ricerca sul cancro e l’8 e il 9 con 3 macro sessioni che approfondiranno 3 obiettivi.

Il primo è il programma IQVIA – DIGICORE Early career Leadership for Real World Evidence (IDEAL4RWE), presieduto dal Professor David Cameron (Università di Edimburgo) e dalla Professoressa Iwona Lugowska (Maria Sklodowska-Curie National Research Institute of Oncology – Polonia). Il programma invita gruppi di ricercatori più giovani all’interno dei centri oncologici di tutta Europa a riunirsi e proporre progetti di ricerca su un tumore di loro scelta. Ricevono inoltre un’ampia formazione sul loro oggetto di studio, non solo in “competenze difficili” come metodi digitali, progettazione di protocolli e piani statistici, ma anche nelle capacità di leadership e comunicazione necessarie per portare al successo grandi consorzi accademici.  “È fantastico vedere quattro forti team di ricercatori più giovani – afferma Ciliberto – sviluppare progetti sul cancro del colon-retto, della prostata, del seno e della testa e del collo. Auguriamo loro il massimo successo nel potenziare i loro programmi di ricerca su risultati internazionali”.

Il secondo è l’istituzione formale di tre gruppi di lavoro internazionali per coordinare la ricerca sui risultati in tutta Europa in merito al cancro al seno, cancro del polmone non a piccole cellule e leucemia non Hodgkin. Se più di 5 centri oncologici in più di 3 paesi lo desiderano, il consiglio di DIGICORE andrà ad ampliare il numero di gruppi di lavoro per coprire ulteriori tumori. Questi gruppi di lavoro cercheranno in modo proattivo finanziamenti competitivi per guidare un programma attivo di ricerca internazionale sul cancro e aiuteranno a identificare i percorsi di cura delle migliori pratiche, specialmente nelle linee terapeutiche successive o nei tumori meno comuni dove le sperimentazioni tradizionali possono essere impegnative. Il terzo, un ampio programma di lavoro “The Platinum Fund” per mappare la maturità digitale dei nostri centri oncologici e per pianificare l’interoperabilità digitale delle loro cartelle cliniche elettroniche. 26 centri oncologici hanno ora partecipato alle nostre indagini sulla maturità digitale, 16 hanno mappato la disponibilità di elementi di dati critici e 10 hanno chiesto finanziamenti per costruire un prototipo funzionante. DIGICORE lavorerà con gli  istituti membri per cercare in modo proattivo finanziamenti per digitalizzare la ricerca. L’agenda di Connect-to-Win 2022 mira a celebrare questi risultati e a guardare al futuro per ciò che può fare una grande rete con ricchi dati.  Oggi sarà ripercorso l’ultimo anno per identificare i progressi compiuti fino ad oggi in tutti questi programmi e includere le prospettive dell’industria su quali tipi di ricerca potrebbe catalizzare una rete digitale. Nella stessa giornata verranno presentati diversi progetti comunitari in cui è coinvolta DIGICORE. Domani si esaminerà come l’avanguardia della ricerca accademica può essere sviluppata in una tale rete, dalle sperimentazioni pragmatiche supportate digitalmente alla scoperta di nuovi biomarcatori attraverso l’apprendimento condiviso e la medicina digitale.

Il Ministro Schillaci ribadisce la centralità di ACC nella ricerca oncologica

Di seguito il testo integrale del discorso pronunciato dal Ministro della Salute, Orazio Schillaci, a “I Giorni della Ricerca”, manifestazione svoltasi al Quirinale.

Signor Presidente della Repubblica, Signor Presidente del Senato, Signor Presidente della Camera, Signor Presidente del Consiglio, Autorità, Colleghi, Presidente, ricercatrici e ricercatori dell’AIRC signore e signori è per me particolarmente significativa la circostanza che il mio primo intervento pubblico come Ministro della Salute avvenga in occasione della giornata nazionale per la ricerca sul cancro.

Dopo anni di attività scientifica e chimica dedicata in larga misura proprio allo studio delle più svariate forme di manifestazioni neoplastiche e tumorali, alla diagnosi precoce e alla terapia, la più efficace possibile, sono chiamato oggi a partecipare  a questa giornata per la ricerca sul cancro promossa dalla Fondazione AIRC, alla quale va tutto il mio apprezzamento per la preziosa attività che svolge, come ministro della Repubblica e quindi con le responsabilità di carattere politico ed istituzionale che questa funzione comporta.

Occorre innanzitutto osservare che questa giornata si svolge in un momento particolare in quanto cade in una fase in cui, dopo la drammatica battaglia contro il Covid-19, è quanto mai opportuno guardarsi intorno per fare un bilancio complessivo della situazione.

Ed è un bilancio particolarmente preoccupante per gli effetti collaterali di questa battaglia.

Tra questi uno dei più dannosi è indubbiamente quello di aver costretto la maggior parte delle strutture ospedaliere a concentrarsi sul contrasto al contagio con la conseguenza di un forte rallentamento o addirittura della sospensione delle altre attività sanitarie per cui ne sono risultate largamente compromesse le iniziative di prevenzione, soprattutto in ambito oncologico.

Infatti in molti casi non è stato possibile dare attuazione ai programmi di screening e molte visite diagnostiche sono state rinviate così come persino le terapie.

Tutto questo ha fatto salire la soglia di rischio per i tumori. Proprio quella soglia che negli anni si era riusciti progressivamente ad abbassare in maniera importante, con una riduzione del tasso di mortalità del 10 percento negli uomini e dell’8 per cento nelle donne rispetto al 2015.

È urgente quindi ripristinare tempestivamente tutte quelle attività di ricerca, informazione e prevenzione che negli scorsi anni hanno consentito di ottenere risultati importanti nella lotta al cancro.

Un impegno prioritario e indifferibile visto che il 40% dei casi e il 50% delle morti oncologiche possono essere evitati agendo su fattori di rischio prevenibili, in particolare quelli sugli stili di vita.

In questo quadro l’opera di sensibilizzazione promossa dalla fondazione AIRC con la celebrazione dei Giorni della Ricerca darà certamente un rinnovato impulso alla prevenzione, che è sempre il primo, decisivo stadio della risposta all’insorgenza della malattia.

Per quanto riguarda il Ministero della Salute è un mio impegno prioritario l’attuazione del Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 e lo sviluppo di tutte quelle attività che possono consentire di fronteggiare più efficacemente le malattie oncologiche che colpiscono oggi 3 milioni e 600mila cittadini italiani e che rappresentano la seconda causa di morte in Italia e nel mondo con un impatto considerevole sul versante fisico, emotivo ed economico per il singolo individuo ma anche per tutta la famiglia.

Per questo motivo sia l’Organizzazione Mondiale della Sanità che la Comunità Europea promuovono l’impegno costante di ciascun Paese nella ricerca, mirata ad una sempre crescente comprensione sia dei meccanismi che causano lo sviluppo di una malattia tumorale, che degli strumenti idonei per una diagnosi quanto più precoce possibile, e per la gestione e trattamento dei soggetti che presentano tali malattie.

La Direzione della Ricerca ed Innovazione in sanità del Ministero supporta tali attività attraverso il finanziamento di specifici filoni di ricerca, che studiano in maniera approfondita e mirata la prevenzione, la diagnosi accurata, la tempestività diagnostica e la cura personalizzata, consistente nel trattamento più consono per la specifica persona affetta da tumore.

Tale supporto si concretizza con il finanziamento della ricerca biomedica, per l’acquisto e aggiornamento delle infrastrutture che operano nell’ambito della ricerca oncologica, il supporto alla rete di ricerca oncologica (Alleanza Contro il Cancro) e la partecipazione alle attività internazionali di ricerca.

La ricerca biomedica viene finanziata con la pubblicazione di bandi di ricerca finalizzata e di ricerca corrente, a cui possono partecipare i principali gruppi di ricerca o gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) con un elevato expertise sulle malattie oncologiche.

Nel periodo dal 2016 al 2019, sono stati finanziati 183 progetti di ricerca nell’ambito della Ricerca finalizzata per un finanziamento complessivo di circa 78 milioni di Euro.

Nell’ambito della ricerca corrente dell’anno 2020, sono stati finanziati 13 IRCCS specializzati nella ricerca oncologica, per un finanziamento complessivo di oltre 95 milioni di Euro, di cui circa la metà co-finanziati con il programma di collaborazione europea ERANET.

Lo sviluppo e l’aggiornamento delle infrastrutture che operano nell’ambito della ricerca oncologica vengono finanziate per il potenziamento del parco tecnologico degli IRCCS e delle reti IRCCS.

Nel periodo dal 2014 al 2020, sono stati stanziati complessivamente oltre 32 milioni di Euro per lo sviluppo infrastrutturale degli IRCCS, di cui: circa 25 milioni per gli IRCCS specializzati nell’attività di ricerca oncologica, e circa 6 milioni di Euro per le strutture di ricerca inserite nell’ambito della rete Alleanza Contro il Cancro.

Il supporto alla rete Alleanza Contro il Cancro viene garantita dal finanziamento di circa 15 milioni di Euro per le attività principali della rete.

Tra tali attività si segnalano: il supporto alla produzione ed implementazione del programma nazionale di oncologia personalizzata; gli studi di fattibilità per il rischio genetico e la sensibilità genetica a nuovi farmaci; gli studi per l’uso di specifiche cellule immunitarie per i tumori del sangue e per alcuni tumori solidi; la realizzazione di piattaforme informatiche per la condivisione e l’analisi di grandi dati, fondamentali per l’analisi di grandi quantità di dati.

La partecipazione alle attività internazionali di ricerca rappresenta una attività trasversale grazie alla quale è possibile condividere le informazioni di diversi Paesi, con particolare riguardo ai Paesi della comunità europea.

Il Ministero vigila sulla attività di ricerca e sul finanziamento europeo delle attività di ricerca sia in ambito della ricerca corrente (programma ERANET) che nelle attività della rete Alleanza contro il Cancro (Programma 1 Million Genomes e Programma Molecular Tumor Board).

Dunque un’attività intensa che andrà ulteriormente potenziata per recuperare i ritardi provocati dall’emergenza pandemica ma che avrà comunque bisogno di una costante opera di sensibilizzazione come quella promossa dalla Fondazione AIRC con questo importante evento de I GIORNI DELLA RICERCA per il quale desidero esprimere tutto il mio sincero apprezzamento insieme ad un sentito grazie per il contributo prezioso che la Fondazione AIRC dà costantemente alla tutela della salute dei cittadini italiani.

Gimbe, nel 5° rapporto le azioni di rilancio per il SSN

La Fondazione GIMBE ha presentato in Senato il quinto Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) in cui ha documentato lo stato di salute non straordinario dello stesso e avanzato una serie di proposte di rilancio al costituendo Governo. «La pandemia – scrive tra l’altro il Presidente, Nino Cartabellotta – ha confermato il cagionevole stato di salute del SSN, facendo emergere soprattutto l’imponente depauperamento del personale sanitario e la fragilità dell’assistenza territoriale, oltre che l’incapacità di attuare un’unica catena di comando. «Tuttavia se nel pieno dell’emergenza tutte le forze politiche convergevano sulla necessità di potenziare e rilanciare il SSN – chiosa – progressivamente la sanità è stata nuovamente messa all’angolo, come emerge anche dalla recente analisi GIMBE sui programmi elettorali».

In ordine alle azioni per il rilancio del SSN la necessità di mettere la salute al centro di tutte le decisioni politiche non solo sanitarie, ma anche ambientali, industriali, sociali, economiche e fiscali (health in all) e, per quanto riguarda la ricerca, Gimbe propone di destinare a quella clinica indipendente e a quella sui servizi sanitari, un importo pari ad almeno il 2% del fabbisogno sanitario nazionale standard, al fine di produrre evidenze scientifiche per informare scelte e investimenti del SSN.

«A fronte di criticità globali quali crisi economica ed energetica, cambiamenti climatici e pandemia – conclude Cartabellotta – la politica deve saper cogliere le grandi opportunità per rilanciare il SSN: fine della stagione dei tagli alla sanità, PNRR, transizione digitale, approccio One Health. Un rilancio che il nostro Paese merita e che, con la collaborazione di tutti gli stakeholder, è in grado di realizzare per garantire il diritto costituzionale alla tutela della salute a tutte le persone. Un diritto fondamentale che, silenziosamente, si sta trasformando in un privilegio per pochi, lasciando indietro le persone più fragili e svantaggiate. Perché se la Costituzione tutela la salute di tutti, la sanità deve essere per tutti». La versione integrale del 5° Rapporto GIMBE è disponibile a: www.salviamo-ssn.it/5-rapporto

Cancro, la malnutrizione causa oltre 30mila decessi l’anno | ACC, Aimac e FAVO: «Curarla aiuta i pazienti e migliora la salute finanziaria dei servizi sanitari»

In Italia i pazienti oncologici non hanno ancora un accesso equo alle terapie di supporto nutrizionale, fondamentali per far fronte alla cachessia. I massimi esperti italiani, con il supporto delle associazioni dei pazienti, chiedono la piena rimborsabilità dei supplementi orali in tutte le Regioni. «Così aiutiamo più persone a guarire e contribuiamo a salvaguardare le casse dello Stato»

Roma, 12 ottobre 2022 – Efficace, sul piano terapeutico. E vantaggioso, dal punto di vista economico. Il supporto nutrizionale rimane una “Cenerentola”, nel campo delle cure oncologiche. Sono ancora pochi, infatti, gli ospedali che assistono i malati di cancro e che garantiscono loro anche la presenza di un pool di nutrizionisti clinici in grado di supportare il lavoro di oncologi, chirurghi e radioterapisti. E questo nonostante il loro contributo risulti fondamentale per ridurre le probabilità o a ridimensionare le conseguenze della malnutrizione, un problema che riguarda almeno 4 malati di cancro su 10 già al momento della diagnosi. E che, come documentato da diversi studi, ha un impatto significativo sulla prognosi. Le stime ufficiali dicono che il 20 per cento dei pazienti non riesce a superare la propria malattia in ragione delle conseguenze che uno stato nutrizionale non ottimale ha sull’efficacia delle terapie e sulla qualità di vita dei pazienti. Per migliorare i tassi di guarigione dal cancro, dunque, è fondamentale garantire a tutti i malati un adeguato supporto nutrizionale. E – a differenza di quanto spesso finora considerato – anche economicamente vantaggioso per i sistemi sanitari che potrebbero ottimizzare le proprie spese vedendo crollare il numero degli accessi in pronto soccorso e di una quota significativa di ricoveri evitabili.

 

📍DA ACC, AIMAC E FAVO UN DOCUMENTO DEDICATO ALLA MALNUTRIZIONE IN ONCOLOGIA

È questo il dato che emerge da un position paper redatto dal gruppo di lavoro “Survivorship Care e Supporto Nutrizionale” di Alleanza Contro il Cancro, il network composto da esperti di 23 IRCCS oltre che dell’Istituto Superiore di Sanità, di Aimac e di AIOM. Tra gli autori del documento, pubblicato sulla rivista «Supportive Care in Cancer», anche Francesco De Lorenzo, presidente della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) ed Elisabetta Iannelli (Vice Presidente di Aimac), componenti del Gruppo di ACC che nelle scorse settimane ha lanciato anche un altro position paper, dedicato ai bisogni dei pazienti “lungosopravviventi” o delle persone guarite dal cancro. Oltre a riprendere le evidenze scientifiche che sottolineano l’importanza dell’erogazione del supporto nutrizionale in un percorso di cure oncologiche, gli autori si sono concentrati sulla sostenibilità economica di queste terapie. Ovvero uno degli aspetti più dibattuti, poiché è ancora piuttosto radicata l’idea che una copertura assoluta da parte del Servizio Sanitario Nazionale possa rappresentare un aggravio di costi non equamente bilanciato da un impatto clinico positivo sui pazienti. In Italia la rimborsabilità dei supplementi nutrizionali orali avviene infatti a macchia di leopardo. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista «Nutrition» da un gruppo di ricercatori delle Università di Pavia e Sapienza di Roma e del Centro di Ricerca sulla Gestione della Salute e dell’Assistenza Sociale (CERGAS) dell’Università Bocconi di Milano, appena il 32% degli oltre 49 milioni spesi nel nostro Paese nel 2015 per l’acquisto di supplementi nutrizionali orali è stato coperto dal sistema sanitario. Con profonde differenze su base regionale, che finiscono per creare una disparità nell’accesso alle cure dei pazienti oncologici.

 

📍I SUPPLEMENTI NUTRIZIONALI ORALI AI PAZIENTI ONCOLOGICI FANNO RISPARMIARE LO STATO

Uno «status quo» che andrebbe modificato quanto prima, considerando i risultati portati alla luce da questo lavoro. Dopo aver analizzato le conclusioni di 73 studi condotti negli ultimi anni, gli esperti hanno concluso che, garantendo la copertura dei supporti orali nutrizionali a tutti i pazienti che ne hanno bisogno, si può rendere più efficace il percorso di cure. E garantire, al contempo, un risparmio allo Stato. «I costi sostenuti per la copertura di questi supporti terapeutici non vanno ad aggiungersi a quelli per tutti gli altri trattamenti – afferma Paolo Pedrazzoli, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia Medica del Policlinico San Matteo di Pavia e Coordinatore del tavolo di lavoro dedicato al supporto nutrizionale del Working Group di Alleanza Contro il Cancro. Oltre alle conseguenze negative sulla tolleranza dei trattamenti antitumorali, sulla qualità della vita e sulla prognosi, la malnutrizione nei pazienti con un cancro può determinare infatti un aumento delle spese sanitarie. A dettarlo, soprattutto la frequenza più alta con cui un malato oncologico malnutrito necessita di ricorrere all’ospedalizzazione: passando attraverso il Pronto Soccorso o un ricovero più lungo in reparto». Diverse ricerche hanno dimostrato che la spesa che un sistema sanitario affronta per ricoverare (ogni volta) un paziente oncologico malnutrito oscilla tra 1.600 e 5.800 euro. Con importi che variano in base alla gravità della malnutrizione. E, di conseguenza, alla lunghezza della degenza. Complessivamente una quota compresa tra il 2 e il 10% della spesa sanitaria è dedicata all’assistenza a persone alle prese con queste problematiche. E, di conseguenza. «Per questo è fondamentale che tutti i pazienti oncologici vengano sottoposti a uno screening nutrizionale fin dall’esordio della malattia – aggiunge Pedrazzoli -. E, se necessario, si proceda prescrivendo il supporto nutrizionale in base alle singole esigenze, senza temere che il malato vi rinunci a causa della spesa da sostenere. Investendo in questo ambito potremo far crescere i tassi di sopravvivenza al cancro. E, aspetto da non trascurare, contribuire alla salvaguardia del nostro Servizio Sanitario».

 

📍MALNUTRIZIONE IN ONCOLOGIA: UNA EMERGENZA ANCORA TROPPO TRASCURATA

I malati di cancro hanno la necessità di nutrirsi in maniera adeguata: per non sentirsi diversi e perché i pazienti malnutriti vivono meno. Questo è quanto gli studi sulla nutrizione dei malati di tumore hanno portato alla luce negli ultimi anni. Ed è quanto, seppur con fatica, si cerca di far entrare nella pratica clinica. «Ogni anno in Italia oltre trentamila malati di cancro muoiono a causa delle conseguenze della malnutrizione», lancia l’allarme Riccardo CaccialanzaDirettore dell’Unità Operativa Complessa di Nutrizione Clinica del Policlinico San Matteo di Pavia e prima firma del position paper. Ai rischi più alti, fin dalle prime fasi della malattia, sono esposti i pazienti colpiti da un tumore del distretto testa-collo (cavità orale, faringe, laringe, seni paranasali), dell’esofago, dello stomaco, del pancreas, del colon e del polmone. Ma non per questo tutti gli altri possono essere considerati esenti. «Sappiamo da quasi cinquant’anni che la malattia oncologica favorisce l’insorgenza di uno stato di malnutrizione per difetto – prosegue l’esperto -. E che questa è alla base di diverse complicanze in oncologia: maggiori tassi di ospedalizzazione e di mortalità, un’aumentata tossicità di chemio e radioterapia, un più alto rischio di complicanze chirurgiche a seguito di un intervento. A fronte di dati epidemiologici che ci portano a stimare che almeno 4 pazienti su 10 hanno problemi di malnutrizione sin dalla diagnosi, i casi realmente diagnosticati in Italia sono inferiori al 10 per cento. E nella quasi totalità dei casi la nutrizione artificiale necessaria a sopperire alle lacune della dieta viene avviata troppo tardi, quando il paziente è già in fase terminale». Diversi i supplementi nutrizionali orali utilizzati – in forma liquidacremosa o in polvere – per integrare l’apporto di macro e micronutrienti. Nei casi più gravi è possibile ricorrere a somministrazioni direttamente nell’apparato digerente (via enterale) o nel circolo sanguigno (parenterale).

 

📍ACC, AIMAC E FAVO AL FIANCO DEL MINISTERO DELLA SALUTE E DELLE REGIONI PER MIGLIORARE L’OFFERTA SANITARIA

Il bisogno formativo e informativo è ancora molto elevato. Da qui l’idea di dedicare un documento così ampio al tema della nutrizione in oncologia, che nelle prossime settimane sarà tradotto anche in italiano, affinché a diffonderlo sia direttamente anche il Ministero della Salute. «Gli obiettivi di questa operazione sono quelli di far crescere la consapevolezza sulla rilevanza del supporto nutrizionale e di garantire lo sviluppo di percorsi assistenziali dedicati – dichiara Francesco De Lorenzo, che fino al 2025 guiderà anche la European Cancer Patient Coalition, alla quale afferiscono oltre 470 associazioni di malati di cancro di 27 Paesi -. La nutrizione, in ambito oncologico, rientra nei tre pilastri fissati dalla Commissione Europea per rendere più efficace la risposta nei confronti dell’epidemia dei tumori. Aiuta infatti a prevenire queste malattie ed è un supporto imprescindibile per rendere le terapie più efficaci e migliorare la qualità della vita dei pazienti. Vogliamo che, nell’arco dei prossimi mesi, tutti i malati di qualsiasi Regione possano esercitare il diritto a ricevere cure adeguate. Cosa che, in questo caso, non sempre accade, perché le strutture di nutrizione clinica non sono presenti in tutti i centri oncologici, ma risultano più presenti nelle Regioni del Nord. La terapia di supporto nutrizionale deve essere inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza, così da poter risultare disponibile e gratuita per tutti».

 

Per saperne di più: 

Clinical and economic value of oral nutrition supplements in patients with cancer: a position paper from the Survivorship Care and Nutritional Support Working Group of Alliance Against Cancer – «Supportive Cancer Care»

Neoplasia e perdita di peso: che cosa bisogna fare – FAVO

Linee guida Prevenzione e trattamento della cachessia neoplastica – Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM)

Linee guida Nutrizione clinica nel cancro – The European Society for Clinical Nutrition and Metabolism

La vita dopo il cancro: consigli utili per il ritorno alla normalità – FAVO

Linee Guida lungoviventi – Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM)

Cancer Treatment and Survivorship Cancer Plans – ASCO

La campagna sul diritto all’oblio oncologico – Associazione Italiana di Oncologica Medica (AIOM)