Oncologia di precisione, il ruolo attivo di ACC nel Paese

Roma, 13 luglio 2021 – Medicina di precisione in oncologia: se ne è parlato in un recente convegno al quale è intervenuta, tra gli altri, Valentina Trapani, scientific advisor di ACC. «Prim’ancora del problema di un accesso non omogeneo sul territorio nazionale – ha detto – vi è innanzitutto quello di un accesso ancora troppo limitato e della mancanza di un percorso diagnostico-terapeutico specifico per l’impiego dell’NGS nella pratica clinica. Ad oggi, si stima che solo il 40% dei pazienti oncologici avanzati abbia accesso a cure personalizzate con i farmaci in commercio». Secondo Trapani, in risposta a un quesito che interrogava su quali fossero i punti critici della transizione verso l’implementazione dell’oncologia di precisione in tutto il Paese, «è innanzitutto indispensabile la disseminazione della capacità, in termini di competenze e attrezzature, di eseguire test validati di profilazione genomica. In questo senso, negli ultimi anni, ACC si è impegnata nel setup di facilities NGS in tutti gli Irccs della sua Rete, contribuendo anche all’assunzione e alla formazione di nuove figure professionali quali tecnologi NGS e bioinformatici clinici. Ma – ha aggiunto – per poter cominciare a pensare a un nuovo modello sostenibile ed equo risulta altrettanto fondamentale avere a disposizione dei test validati e a basso costo e degli strumenti informatici condivisi per l’interpretazione e la gestione dei dati genomici e clinici. Anche in questo ambito ACC sta portando avanti dei progetti significativi. Abbiamo sviluppato e validato un pannello genico a costi contenuti (<500€) ed eseguibile in tempi brevi (<1 settimana) per l’analisi di 467 geni alterati nei tumori, tra cui 172 CPGs (Cancer Predisposing Genes; cioè geni le cui varianti predispongono ai tumori). Questo pannello verrà impiegato nel trial GerSom che è appena partito e si pone come obiettivo dimostrare la fattibilità di un percorso diagnostico congiunto, al momento della diagnosi di tumore, per la identificazione dei geni alterati nel tumore (a scopi prognostici e di definizione della risposta alla terapia) e dei CPGs nella linea germinale (a scopi di mappatura del rischio genetico di tumore). L’ambizione del progetto è duplice: curare meglio i pazienti individuando i farmaci potenzialmente più efficaci, e prevenire i tumori nei loro familiari ad alto rischio indirizzandoli verso percorsi dedicati di prevenzione».

Annual Meeting ACC 2021: via alle iscrizioni e alla sottomissione degli abstract

Sono aperte le iscrizioni al sesto Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, tre giornate di confronto dal tradizionale titolo New Technologies and Strategies to Fight Cancer, per discutere delle conquiste e dei più recenti progressi nella lotta ai tumori, con un particolare approfondimento su prevenzione e diagnosi precoce.

L’evento, in programma dal 23 al 25 settembre, potrà essere interamente seguito da remoto. La partecipazione è gratuita. Clicca qui per iscriverti.

Il programma prevede dieci sessioni nelle prime due giornate e un aggiornamento sulle attività dei working group di Alleanza Contro il Cancro nel corso della terza giornata. Sempre da oggi, e fino al 5 agosto, sarà possibile inviare i propri abstract su ognuna delle sessioni previste da programma, tramite il form on line, disponibile qui.

«Particolarmente attesi – osserva il prof. Ruggero De Maria, Presidente ACC – gli interventi sulle nuove tecnologie che stanno rivoluzionando la diagnostica e la terapia dei tumori, dalla digital pathology, alla radiomica e alle cellule CAR T». «Nelle sessioni in programma – dichiara il prof. Angelo Paradiso, Direttore scientifico dell’Istituto Tumori di Bari, host institution dell’evento – abbiamo inserito alcuni nuovi ambiti di interesse della comunità scientifica oncologica e i più recenti programmi di Alleanza Contro il Cancro».

Il sesto Annual Meeting è organizzato da ACC e dalla Rete AMORe, l’Alleanza Mediterranea Oncologia in Rete, che riunisce in consorzio i poli oncologici di Campania, Basilicata e Puglia. L’evento sarà ospitato dall’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, in collaborazione con l’Istituto Nazionali Tumori IRCCS ‘Fondazione G. Pascale’ di Napoli e l’IRCCS Crob, Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata, di Rionero in Vulture (Pz). Nel rispetto delle norme nazionali e regionali in materia di emergenza sanitaria da Covid-19, è prevista la partecipazione, in presenza a Bari, di una rappresentanza dei soci, dei referenti e dei responsabili dei working group di Alleanza Contro il Cancro.

Tutti i dettagli dell’evento sono disponibili sul sito https://meetingacc2021-irccsbari.it/

In implementazione il modello hub & spoke, più vicina la Rete virtuale dei MTB

I Molecular Tumor Board (MTB) hanno lo scopo di colmare le lacune e condividere esperienze laddove le evidenze di letteratura siano limitate o non siano disponibili linee guida o criteri di qualità. Coordinatore del progetto è il prof. Gennaro Ciliberto, componente del direttivo di Alleanza Contro il Cancro che, in questa seconda clip spiega a che punto sono i lavori per la costituzione della Rete Virtuale dei MTB.

 

Bambini trattati con successo nell’ambito del Progetto CAR-T di ACC, il prof. De Maria: «Primo passo decisivo cui ne seguiranno altri»

Roma, 8 giugno 2021 – Commentando il brillante ed incoraggiante risultato ottenuto nell’ambito del progetto CAR-T condotto dagli IRCCS associati ad Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale fondata dal Ministero della Salute, il Presidente, prof. Ruggero De Maria ha detto che «l’equipe del prof. Franco Locatelli ha ottenuto la remissione completa di tre bambini affetti da una forma grave di leucemia linfoide acuta attraverso l’infusione di un basso numero di cellule CAR T. Questo – ha commentato – è uno splendido risultato che dimostra come la ricerca accademica finanziata dal Ministero della Salute possa trasferirsi rapidamente in un beneficio concreto per i pazienti oncologici. Lo studio clinico è stato infatti condotto nell’ambito del primo progetto nazionale sulle cellule CAR T condotto dagli IRCCS di ACC sotto la supervisione scientifica del prof. Franco Locatelli. La possibilità di monitorare tutti i passaggi della preparazione delle cellule CAR T, senza ricorrerne al congelamento, offre nuove prospettive terapeutiche certamente non limitate a questo tipo di leucemia. Questo – ha concluso De Maria – è un primo passo, ma è un passo decisivo a cui sono certo seguiranno altri risultati esaltanti».

Terapia delle leucemie con cellule CAR-T: primi tre bambini trattati con successo grazie al progetto condotto da Alleanza Contro il Cancro

Roma, 8 giugno 2021 – Sono stati trattati con successo i primi tre bambini sottoposti in Italia alla terapia con cellule CAR-T ottenute a fresco, grazie a una innovativa produzione automatizzata. I tre piccoli pazienti erano affetti da un particolare tipo di leucemia – la leucemia linfoide acuta a precursori B-cellulari (LLA-BCP) – dimostratasi refrattaria a tutte le terapie convenzionali.

I tre bambini sono stati trattati con le cellule geneticamente modificate prodotte presso l’Officina Farmaceutica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (OPBG) di Roma attraverso un sistema automatizzato, sviluppato nell’ambito del progetto CAR-T Italia. Il progetto è stato promosso dal Parlamento, che ha destinato 10 milioni di euro al Ministero della Salute, al fine di mettere a disposizione questo nuovo approccio terapeutico sul territorio nazionale. Per tutti e tre i bambini sono ora maturati i tempi necessari alla valutazione della risposta al trattamento ed è stata documentata la remissione completa della malattia.

“La ricerca sulle terapie avanzate ha un valore strategico, al fine di poter offrire ai cittadini le migliori possibilità di cura. I risultati di questo importante progetto sono un passo avanti significativo in questa direzione e ci confermano come sia fondamentale continuare a investire sulla ricerca”, sottolinea il Ministro della Salute, Roberto Speranza.

“Come coordinatore del Progetto e responsabile del gruppo dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (OPBG) sono particolarmente felice per questo risultato. La decisione del Parlamento italiano, cui tutti noi ricercatori afferenti al Progetto siamo straordinariamente grati, d’investire in un campo così innovativo trova così una concreta realizzazione terapeutica che sarà certamente seguita da altre applicazioni in malati affetti da differenti patologie oncologiche”, dichiara il Professor Franco Locatelli, Direttore del Dipartimento di Oncoematologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Presidente del Consiglio Superiore di Sanità.

Il “Progetto di ricerca su cellule CAR-T per patologie ematologiche maligne e per tumori solidi” è condotto dagli IRCCS della Rete Alleanza contro il Cancro (ACC) sulla base dell’Ordine del giorno della Camera dei Deputati del 30 dicembre 2019, che ha delineato il percorso attuativo per lo sviluppo di queste nuove terapie. Il progetto è finalizzato a comprendere meglio i meccanismi che regolano l’efficacia o l’eventuale tossicità associata all’impiego di questa forma innovativa d’immunoterapia, a sviluppare questo approccio terapeutico anche per pazienti affetti da neoplasie solide e ad identificare i processi produttivi capaci di rendere disponibili queste terapie per il maggior numero possibile di pazienti.

I primi tre bambini trattati

Il progetto è in fase avanzata di realizzazione e sono stati trattati i primi tre bambini affetti da LLA-BCP, su cui i trattamenti convenzionali non avevano sortito i risultati attesi. Su uno dei tre bambini aveva addirittura fallito anche una procedura di trapianto di cellule staminali emopoietiche allogeniche.

I tre piccoli pazienti sono stati inclusi nel nuovo protocollo di trattamento sperimentale e trattati con cellule che sono state geneticamente modificate, per esprimere un recettore chiamato CAR (dall’inglese Chimeric Antigen Receptor) diretto verso il bersaglio tumorale CD19.

Il sistema automatizzato consente di produrre in sole due settimane più lotti di cellule CAR-T contemporaneamente all’interno dello stesso ambiente, di ridurre il personale necessario alla manifattura, di contenere il rischio di contaminazione dei prodotti e di generare procedure altamente standardizzate e, quindi, riproducibili, limitando notevolmente i costi di produzione. Grazie alle caratteristiche di questo approccio, la terapia si rende più accessibile anche per i pazienti affetti dalle forme più aggressive di malattia.

Nei tre casi è stato possibile ottenere un numero di cellule CAR-T largamente superiore alla dose necessaria per la prima fase del trattamento, consentendo di congelare parte delle cellule prodotte, per gli eventuali trattamenti futuri di consolidamento. Una capacità di scorta, che dimostra la fattibilità e l’efficienza del processo produttivo.

Nei tre pazienti l’infusione del prodotto a fresco è stata ben tollerata, facendo registrare come effetto collaterale solamente febbre, dovuta al rilascio di molecole infiammatorie (le citochine) da parte delle cellule CAR-T.

Già due settimane dopo l’infusione, nei tre bambini è stata accertata la remissione completa della malattia. Si tratta di risultati preliminari estremamente promettenti, a conferma di come la nuova piattaforma di cellule CAR-T dimostri una notevole efficacia contro le forme refrattarie di LLA-BCP, pur essendo stata testata soltanto al livello di dose più basso, come previsto dalla fase I di sperimentazione. Lo studio proseguirà con la valutazione di altri due livelli di dose e con l’attivazione della fase II, nella quale si impiegherà la dose raccomandata, identificata nella fase I.

A Bari dal 23 al 25 settembre il sesto Annual Meeting della Rete

Il tradizionale keynote della ricerca traslazionale italiana è organizzato quest’anno in collaborazione con Rete AMORe | Tre giornate di aggiornamento e confronto con una faculty di valenza internazionale | Focus su Covid19 e tumori

Roma, 26 maggio 2021 – Si confermano quanto mai cruciali per l’oncologia italiana le tematiche iscritte nell’agenda dell’Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale fondata dal Ministero della Salute la cui sesta edizione è in programma dal 23 al 25 settembre prossimi in virtual mode.

Il tradizionale keynote della ricerca traslazionale è organizzato quest’anno in collaborazione con Rete AMORe – l’Alleanza Mediterranea Oncologia in Rete che riunisce in consorzio l’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, l’Istituto Nazionale Tumori Irccs Fondazione G. Pascale di Napoli e l’Irccs Crob, Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata, di Rionero in Vulture (Pz).

Tre le giornate di aggiornamento e confronto dal tradizionale titolo New Technologies and Strategies to Fight Cancer con una faculty di valenza internazionale che riferirà sulle ultime conquiste e i più recenti progressi nella lotta ai tumori. Non mancheranno, tra gli altri, approfondimenti sulle ricadute pandemiche nella sfera del paziente oncologico sia in termini clinici sia di prevenzione secondaria nonché su Car-T cells, Immunoterapia e sulla progressione dei numerosi progetti sui quali ACC, con la collaborazione dei 27 Irccs iscritti, è impegnata.

«La sesta edizione del meeting – spiega Ruggero De Maria, Presidente ACC – è organizzata in collaborazione con la Rete AMORe i cui IRCCS, che sono associati ad Alleanza Contro il Cancro, offrono un’assistenza di grande qualità ai pazienti oncologici delle regioni del Sud. Come ogni anno, il nostro appuntamento sarà preziosa occasione per fare il punto sulla ricerca oncologica clinica e traslazionale e permetterà – ha aggiunto il Presidente – di tracciare le prospettive per i prossimi anni, sia per la prevenzione, sia per la cura del cancro. Sono previsti interventi di medici e scienziati che mostreranno come le nuove tecnologie stanno rivoluzionando la diagnostica e la terapia dei tumori, dalla digital pathology, alla radiomica e alle cellule CAR T. Inoltre, si parlerà di Covid-19 e di come la società – ha concluso De Maria – si appresta ad affrontare le nuove difficoltà e a sfruttare le opportunità offerte dalla ricerca sui tumori».

«Novità organizzative e di contenuto caratterizzano questa sesta edizione – commenta a riguardo Angelo Paradiso, direttore scientifico dell’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ di Bari, host institution dell’annual meeting di quest’anno –. In primo luogo, il coinvolgimento della Rete AMORe, impegnata da sempre nella condivisione di percorsi diagnostico-terapeutici per i pazienti e di formazione del personale e ora più che mai attiva anche sul versante della ricerca, dell’innovazione, della sperimentazione. Di assoluta novità anche le modalità di partecipazione al meeting. Sarà possibile seguire tutte e tre le giornate da remoto, on line, ma abbiamo voluto garantire comunque la partecipazione in presenza, nel rispetto delle norme anti Covid-19, per alcuni relatori e per una rappresentanza degli Istituti soci di Alleanza Contro il Cancro, perché riteniamo che certe occasioni d’incontro possano fare la differenza, anche per la ricerca scientifica. Infine, nelle sessioni in programma, abbiamo inserito alcuni nuovi ambiti di interesse della comunità scientifica oncologica e di nuovi programmi di Alleanza Contro il Cancro»

Nel rispetto delle norme nazionali e regionali in materia di emergenza sanitaria da Covid-19, è prevista la partecipazione, in presenza a Bari, di una rappresentanza del board di ACC e sei segretari dei 13 working group della Rete, cui sono interamente dedicati i lavori della terza giornata. Ulteriori informazioni relative a programma e invio degli abstract sono disponibili sui siti degli Irccs e della stessa ACC.

La rivoluzione digitale per un sistema globale della gestione della salute

In occasione della Giornata Nazionale del Malato Oncologico, organizzata da FAVO, Alleanza Contro il Cancro ha offerto un contributo al 13° rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici focalizzando l’attenzione su raccoltaanalisi e valore dei big data in ambito sanitario. ACC è impegnata in quest’ambito specifico con due progetti particolarmente impegnativi e ambiziosi: Health Big Data e Digicore. Ce ne parlano sinteticamente il Presidente della Rete, prof. Ruggero De Maria e la dr.ssa Valentina Trapani, Scientific advisor ACC.

“La quantità di dati che oggi viene prodotta da qualsiasi attività quotidiana è enorme, e non è una novità che queste informazioni possano essere sfruttate per aumentare l’efficacia dei servizi offerti. Lo sanno bene i colossi IT come Google o Facebook, che fanno uso di algoritmi per predire il comportamento delle persone e condurre operazioni di marketing personalizzato. Ma esattamente come Google utilizza i nostri dati per proporci risultati di ricerca sempre più pertinenti e mirati alle nostre esigenze, la raccolta e l’analisi dei cosiddetti Big Data in ambito sanitario potrebbe fornire uno strumento potente per valutare e gestire la salute globale di un individuo a un livello di risoluzione senza precedenti, capace di intercettare precocemente la presenza o la predisposizione verso malattie che potrebbero svilupparsi successivamente, di agire in una fase in cui il trattamento è più semplice e meno costoso, o addirittura di evitarlo del tutto, impedendo alla patologia di manifestarsi attraverso l’adozione di uno stile di vita più appropriato. 

Riconoscendo la crucialità della trasformazione digitale per il benessere di tutti i cittadini e il miglioramento dell’assistenza sanitaria nel nostro paese, il MEF ha approvato il finanziamento dell’ambizioso progetto Health Big Data (HBD), coordinato dal Ministero della Salute, in collaborazione con le reti Alleanza Contro il Cancro, Neuroscienze e Neuroriabilitazione, e Cardiologica, e il Politecnico di Milano. HBD mira appunto a creare una piattaforma tecnologica nazionale che consenta la raccolta, condivisione e analisi dei dati clinici e scientifici dei pazienti di ciascun IRCCS. Oltre al progetto HBD su scala nazionale, Alleanza contro il cancro è in prima linea anche a livello europeo, partecipando all’iniziativa DIGICORE, che si propone di implementare la raccolta e l’utilizzo di Big Data in oncologia attraverso la formazione di un “network di networks” internazionale e digitalmente avanzato. 

Per realizzare la promessa di trasformare i Big Data in conoscenza affidabile e utilizzabile, è necessario affrontare le notevoli sfide che l’archiviazione, la visualizzazione, l’elaborazione, e l’interpretazione dei Big Data comportano. Ognuno di questi aspetti apre un capitolo tecnologico a sé, per non parlare delle implicazioni di natura economica e regolamentatoria. La preoccupazione maggiore destata dall’utilizzo dei Big Data risiede nella mancanza di una normativa di riferimento che garantisca un equilibrio tra diritto alla privacy dei cittadini e finalità di interesse pubblico.  

Un sistema integrato, complessivo e condiviso di registrazione e analisi dei dati e delle informazioni di interesse medico è un patrimonio prima di tutto del cittadino a cui quei dati si riferiscono. Oltre che definire nuove modalità di esercizio della pratica medica, ciò produrrà anche un paziente più autonomo e competente, empowered, che partecipa consapevolmente e attivamente alla raccolta dei dati (per esempio attraverso dispositivi, sensori, social networks…) e alle decisioni terapeutiche, nonché alla condivisione delle priorità mediche e scientifiche. Un grandissimo beneficio in termini di efficacia ed efficienza, ma anche di democrazia del sistema”. 

 

 

 

Ricerca clinica, servono più risorse e un tavolo tecnico istituzionale

I principali gruppi di esperti che si occupano di sperimentazioni nel nostro Paese, tra cui ACC, hanno avanzato alle Istituzioni una richiesta scritta in cui vengono delineati i tre capisaldi per il rilancio della ricerca clinica a partire dai criteri per semplificare, armonizzare e velocizzare le procedure autorizzative, che richiedono tempi ancora troppo lunghi. E per procedere rapidamente è necessario istituire al più presto un tavolo tecnico istituzionale.

 

Se ne è parlato in una conferenza stampa alla quale, oltre ad ACC, hanno preso parte FADOI (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti), FICOG (Federation of Italian Cooperative Oncology Groups), Fondazione GIMEMA (per la promozione e lo sviluppo della ricerca scientifica sulle malattie ematologiche) e GIDM (Gruppo Italiano Data Manager). «Pur avendo poche risorse a disposizione, gli studi condotti in Italia hanno cambiato la pratica clinica a livello internazionale in diversi tipi di tumori, portando alla modifica di linee guida e raccomandazioni – ha detto il Presidente di Alleanza Contro il Cancro, prof. Ruggero De Maria -. E i lavori scientifici italiani in ambito oncologico sono tra i più citati al mondo, subito dopo quelli del Regno Unito. La ricerca clinica si muove verso modelli di generazione delle conoscenze scientifiche, anche attraverso i big data, che sempre più presuppongono la presenza di dati clinici originali e di archivi digitali, la disponibilità di piattaforme tecnologiche per la comunicazione, l’automatizzazione dei processi e l’applicazione dell’intelligenza artificiale». Risorse che sono state reperite per il Covid19. Proprio su questo punto, rispondendo a una specifica domanda, De Maria ha detto che se analogo impegno, mezzi finanziari e sfoltimento burocratico profusi e concretizzati per la pandemia fossero in qualche modo trasferiti sulla ricerca sul cancro, si riuscirebbe a cronicizzare la maggior parte dei tumori entro una decina di anni. Certo, il Covid – ha aggiunto – è stata una cosa improvvisa e soprattutto contagiosa. Ma non dimentichiamo che il numero di vittime che miete il cancro è enorme».

Paolo De Paoli, Direttore Generale di ACC, ha aggiunto che «il tema ‘digitalizzazione e innovazione’ rappresenta uno degli assi strategici attorno ai quali si sviluppa il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza conseguente alla pandemia.  È l’occasione per realizzare gli adeguamenti infrastrutturali necessari a compiere un ‘salto digitale’ anche in materia di ricerca clinica che vada al di là del contesto emergenziale e che sia il più possibile omogeneo e diffuso a livello nazionale, consentendo al Paese di affrontare in maniera competitiva le sfide e le opportunità che la ricerca clinica sempre più offrirà nei prossimi anni. E ciò anche valorizzando un Servizio Sanitario Nazionale universalistico, che continua a rappresentare una delle maggiori ricchezze e peculiarità del Paese. Inoltre, la digitalizzazione non riguarda solo gli aspetti tecnologici, ma anche quelli normativi, perché la ricerca ha esigenze di raccolta e utilizzo dei dati e di trasferimento alla clinica in tempi congruenti. Senza dimenticare – ha concluso – l’importanza della collaborazione in rete (ACC è la rete degli IRCCS oncologici) per raggiungere gli obiettivi comuni».

 

Distance training on oncogenomics for health professionals, how to participate

Distance training on Oncogenomics addressed to physicians and biologists developed within the framework of the Innovative Partnership for Action Against Cancer (iPAAC) Joint Action, an initiative co-financed by the European Commission involving 24 European countries. The core curriculum of competencies was identified by an international panel of experts through a Delphi consensus process. Developing and piloting e-learning tools on Oncogenomics for health professionals is part of the iPAAC Work Package 6 activities. See te attached file. Leaflet iPAAC training Oncogenomics

On line il nuovo sito di ACC

È on line da poche ore all’indirizzo www.alleanzacontroilcancro.it il nuovo sito di ACC, la Rete Oncologica Nazionale fondata nel 2002 dal Ministero della Salute.

Punto di partenza, il ripensamento della homepage che ora mette in luce con maggiore chiarezza, rispetto al passato, l’identità del network e l’adeguamento di alcune aree «anche alla luce dei nuovi compiti di cui sono investite le Reti» spiega il prof. Ruggero De Maria, Presidente ACC.

Diversamente dal passato, la consultazione ora avviene secondo una logica verticale, tipica nell’utilizzo di device mobili. Lo stile grafico si sviluppa tra i colori propri di ACC utilizzando però una palette cromatica dai toni più freschi e contemporanei, con caratteri più grandi ed elementi grafici minimali «con l’obiettivo – afferma Massimo Boni, responsabile Comunicazione di ACC – di veicolare l’autorevolezza della Rete ma anche la sua contemporaneità e innovatività. Scorrendo l’homepage l’utente ha compendiate le attività core e le articolazioni di ACC: progetti, working group, comitati e news – queste ultime possono essere consultate, unitamente alla rassegna stampa, in maniera rapida e intuitiva. Anche le pagine interne sono state riorganizzate. Particolare attenzione è stata riservata inoltre alla navigazione mobile. La versione in lingua inglese – conclude – sarà conclusa entro pochi giorni».

Ad ACC, la cui mission è portare l’innovazione tecnologica e organizzativa dalla ricerca di base alla pratica clinica elevando e uniformando il livello di assistenza, cura e riabilitazione dei Pazienti oncologici su tutto il territorio nazionale, aderiscono attualmente 28 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), AIMaC, Italian Sarcoma Group, Fondazione CNAO e Istituto Superiore di Sanità – che ne ospita gli uffici.

Il network è impegnato in 5 progetti principali: GerSom (programma di genomica oncologica per curare meglio i pazienti e prevenire i tumori nei familiari ad alto rischio), Health Big Data (in collaborazione con le Reti Neuroscienze e Cardiologica per l’analisi dei dati clinici convenzionali e la loro integrazione con altri che derivano dalle scienze omiche), Car-T (sviluppo di nuove terapie per distruggere tumori che non siano efficacemente curabili in altro modo), Forza (creazione di una infrastruttura operativa tra gli associati per favorire la ricerca accademica clinica e traslazionale), TranScan (promozione e finanziamento di nuovi progetti di ricerca traslazionale tra partner UE) e OncoNGS. Sono infine attivi 13 WG impegnati su differenti tipologie neoplastiche (Colon, Mammella, Polmone, Glioblastoma, Melanoma, Sarcoma e Tumori dell’apparato muscoloscheletrico) e sulla ricerca clinica (Genomica, Anatomia Patologica e Biobanche, Oncoematologia, Immunoterapia, Radiomica e Survivorship care e supporto nutrizionale).

ACC è presente anche sui principali social network: FB, TW, YT e IN.