Oncologia di precisione, il ruolo attivo di ACC nel Paese

Roma, 13 luglio 2021 – Medicina di precisione in oncologia: se ne è parlato in un recente convegno al quale è intervenuta, tra gli altri, Valentina Trapani, scientific advisor di ACC. «Prim’ancora del problema di un accesso non omogeneo sul territorio nazionale – ha detto – vi è innanzitutto quello di un accesso ancora troppo limitato e della mancanza di un percorso diagnostico-terapeutico specifico per l’impiego dell’NGS nella pratica clinica. Ad oggi, si stima che solo il 40% dei pazienti oncologici avanzati abbia accesso a cure personalizzate con i farmaci in commercio». Secondo Trapani, in risposta a un quesito che interrogava su quali fossero i punti critici della transizione verso l’implementazione dell’oncologia di precisione in tutto il Paese, «è innanzitutto indispensabile la disseminazione della capacità, in termini di competenze e attrezzature, di eseguire test validati di profilazione genomica. In questo senso, negli ultimi anni, ACC si è impegnata nel setup di facilities NGS in tutti gli Irccs della sua Rete, contribuendo anche all’assunzione e alla formazione di nuove figure professionali quali tecnologi NGS e bioinformatici clinici. Ma – ha aggiunto – per poter cominciare a pensare a un nuovo modello sostenibile ed equo risulta altrettanto fondamentale avere a disposizione dei test validati e a basso costo e degli strumenti informatici condivisi per l’interpretazione e la gestione dei dati genomici e clinici. Anche in questo ambito ACC sta portando avanti dei progetti significativi. Abbiamo sviluppato e validato un pannello genico a costi contenuti (<500€) ed eseguibile in tempi brevi (<1 settimana) per l’analisi di 467 geni alterati nei tumori, tra cui 172 CPGs (Cancer Predisposing Genes; cioè geni le cui varianti predispongono ai tumori). Questo pannello verrà impiegato nel trial GerSom che è appena partito e si pone come obiettivo dimostrare la fattibilità di un percorso diagnostico congiunto, al momento della diagnosi di tumore, per la identificazione dei geni alterati nel tumore (a scopi prognostici e di definizione della risposta alla terapia) e dei CPGs nella linea germinale (a scopi di mappatura del rischio genetico di tumore). L’ambizione del progetto è duplice: curare meglio i pazienti individuando i farmaci potenzialmente più efficaci, e prevenire i tumori nei loro familiari ad alto rischio indirizzandoli verso percorsi dedicati di prevenzione».

Annual Meeting ACC 2021: via alle iscrizioni e alla sottomissione degli abstract

Sono aperte le iscrizioni al sesto Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, tre giornate di confronto dal tradizionale titolo New Technologies and Strategies to Fight Cancer, per discutere delle conquiste e dei più recenti progressi nella lotta ai tumori, con un particolare approfondimento su prevenzione e diagnosi precoce.

L’evento, in programma dal 23 al 25 settembre, potrà essere interamente seguito da remoto. La partecipazione è gratuita. Clicca qui per iscriverti.

Il programma prevede dieci sessioni nelle prime due giornate e un aggiornamento sulle attività dei working group di Alleanza Contro il Cancro nel corso della terza giornata. Sempre da oggi, e fino al 5 agosto, sarà possibile inviare i propri abstract su ognuna delle sessioni previste da programma, tramite il form on line, disponibile qui.

«Particolarmente attesi – osserva il prof. Ruggero De Maria, Presidente ACC – gli interventi sulle nuove tecnologie che stanno rivoluzionando la diagnostica e la terapia dei tumori, dalla digital pathology, alla radiomica e alle cellule CAR T». «Nelle sessioni in programma – dichiara il prof. Angelo Paradiso, Direttore scientifico dell’Istituto Tumori di Bari, host institution dell’evento – abbiamo inserito alcuni nuovi ambiti di interesse della comunità scientifica oncologica e i più recenti programmi di Alleanza Contro il Cancro».

Il sesto Annual Meeting è organizzato da ACC e dalla Rete AMORe, l’Alleanza Mediterranea Oncologia in Rete, che riunisce in consorzio i poli oncologici di Campania, Basilicata e Puglia. L’evento sarà ospitato dall’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, in collaborazione con l’Istituto Nazionali Tumori IRCCS ‘Fondazione G. Pascale’ di Napoli e l’IRCCS Crob, Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata, di Rionero in Vulture (Pz). Nel rispetto delle norme nazionali e regionali in materia di emergenza sanitaria da Covid-19, è prevista la partecipazione, in presenza a Bari, di una rappresentanza dei soci, dei referenti e dei responsabili dei working group di Alleanza Contro il Cancro.

Tutti i dettagli dell’evento sono disponibili sul sito https://meetingacc2021-irccsbari.it/

Annual Meeting 2020, seconda sessione dedicata a «Prevenzione e diagnosi precoce»

Sarà dedicata alla prevenzione e alla diagnosi precoce la seconda sessione della prima giornata dell’Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, – Rete Oncologica Nazionale, il keynote della ricerca traslazionale italiana in programma dal 28 al 30 ottobre prossimi in modalità virtuale.

Si parlerà, nello specifico, della valutazione dei fattori di rischio genetico e ambientale e dei biomarcatori di diagnosi precoce. Moderano Silvia Franceschi, Giuseppe Opocher e Giuseppe Remuzzi, direttori scientifici degli IRCCS Cro Aviano, Iov Padova e Mario Negri (associati ACC).

Dalle 15.30 del 28/10 gli interventi di Annarosa del Mistro di IOV (Towards universal prevention of a tumour: the case of HPV and cervical cancer) e Maurizio D’Incalci del Mario Negri Institute for Pharmacological Research IRCCS (Early Diagnosis of Ovarian Cancer by the Analysis of TP53 Clonal Variants in cervical cells). Alle 18 la tavola rotonda che affronterà il delicato tema del personal-data sharing, property e privacy con Roberto de Miro di FAVO- Federazione Volontari Italiani, Stefano Ferretti, AIRTUM-Associazione Italiana Registri Tumori, Maurizio Genuardi del Policlinico Gemelli IRCCS, Carlo La Vecchia, Milan University e Linda Laura Sabbadini, ISTAT (tbc).

L’edizione 2020 dell’Annual Meeting è organizzata in collaborazione con IEO e Università Statale di Milano.

Per iscriversi: meetingacc.ieo.it

Algoritmo predittivo terapeutico, primi risultati entro l’anno

 

Consentirà di predire la responsività del Paziente al trattamento immunoterapico consigliando il miglior percorso di cura | Positive ricadute anche per il SSN | Lo sforzo degli Istituti associati alla Rete Oncologica Nazionale (coinvolti oltre 250 ricercatori)

 

Grazie al lavoro degli oltre 250 ricercatori che cooperano con il Working Group Immunoterapia di Alleanza Contro il Cancro – la Rete Oncologica Nazionale fondata dal Ministero della Salute – entro il 2019 si concretizzeranno i primi risultati del progetto di creazione e validazione dell’algoritmo ideato per predire la responsività di un Paziente a un trattamento immunoterapico o, in alternativa, ad altre soluzioni terapeutiche. L’obiettivo primario è evitare al Paziente di ricevere terapie poco idonee e potenzialmente tossiche e consentire – come conseguenza – al SSN, di ridurre le spese associate a terapie non efficaci né nel breve, né nel lungo periodo.

A questo task è coinvolta una molteplicità di professionisti – ricercatori, clinici, bioinformatici, biologi, anatomo patologi e chirurghi – degli Istituti associati alla Rete, ciascuno con un compito fondamentale. «Siamo partiti da uno studio retrospettivo – spiega Concetta Quintarelli, segretario del WG Immunoterapia, responsabile del Laboratorio di terapia Genica e Cellulare presso l’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – condotto su alcune decine di Pazienti. Per ognuno di essi siamo in procinto di ottenere uno score immunologico da validare in una corte di Pazienti prospettici in cura per carcinoma del polmone, arruolati nello studio clinico multicentrico e coordinato da Vanesa Gregorc dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano».

Grazie ai risultati dello studio retrospettivo «potremo iniziare le analisi anche nei nuovi Pazienti – spiega ancora – che riceveranno immunoterapia come prima linea terapeutica, al fine di verificare l’efficacia dell’algoritmo predittivo di risposta anche in questa categoria di Pazienti. Tutto ciò è stato possibile solo perché gli Istituti partecipanti hanno messo in moto una macchina operativa in cui più unità hanno dato il loro contributo fondamentale, dagli Uffici che si occupano dell’approvazione della progettualità da parte dei Comitati Etici, alle Unità cliniche che selezionano i pazienti idonei per le loro caratteristiche ad essere arruolati nello studio, alle anatomie patologiche che sono state impegnate in prima linea nella sezione e preparazione dei materiali biologici da studiare».

Il progetto è molto ambizioso poiché, come sottolineato dalla stessa Quintarelli «il materiale biologico viene sottoposto a quattro differenti analisi, che non potrebbero essere eseguite se non sussistesse una forte collaborazione tra diversi IRCCS: RNASeq presso Istituto Regina Elena, WES (Whole Exome Sequencing) presso Istituto Europeo di Oncologia, TCR (T Cell Receptor) sequencing presso Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e tipizzazione HLA (Human Leukocyte Antigens) presso Ospedale San Raffaele IRCCS di Milano. Lo studio è disegnato dentro un range di casi compreso tra i 50 e i 100 – al fine di disporre del potere statistico necessario all’elaborazione. Elaborazione bioinformatica che è fortemente basata sul grande impegno del gruppo di Bioinformatica dell’IRCCS Regina Elena in collaborazione con IEO.

I bioinformatici stanno al momento elaborando una piattaforma che sia in grado di integrare le quattro classi di dati in una matrice (l’algoritmo) per offrire corrispondenza tra l’outcome del Paziente e il fenotipo caratterizzato con i test. Soddisfazione, oltreché dai vertici di ACC, è stata espressa dal DS del Regina Elena, Gennaro Ciliberto, che ha sottolineato l’importante ruolo dell’IRCCS  romano nello studio dell’immunoscore del polmone, strumento prognostico che misura l’incidenza del microambiente tumorale sulla risposta immunitaria.

Alleanza Contro il Cancro: il Cnao nella rete di ricerca

Cnao di Pavia entra in Alleanza Contro il Cancro

Il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica si è unito alla più grande rete di ricerca oncologica italiana | De Maria: «Un’eccellenza mondiale» | Orecchia: «Condividere con il network ACC risultati clinici e sperimentazioni è un valore aggiunto per l’intera comunità scientifica»

 

ROMA, 4 gennaio 2018 – Il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) di Pavia entra a far parte di Alleanza Contro il Cancro, la più grande rete di ricerca oncologica italiana. Lo ha deciso, con voto unanime, il consiglio direttivo di ACC che ha positivamente accolto la richiesta di CNAO, istituito come fondazione nel 2001 dal Ministero della Salute per la realizzazione e la gestione di un centro di adroterapia per la cura dei tumori radio-resistenti e inoperabili, mediante l’impiego di ioni carbonio e protoni.

«Alleanza Contro il Cancro – ha detto Ruggero De Maria, Presidente di ACC – è felice di accogliere il CNAO nell’associazione. Il CNAO è un centro di eccellenza mondiale pioniere dell’adroterapia oncologica che coniuga l’innovazione tecnologica con la ricerca clinica più avanzata. Il recente inserimento nei Lea del trattamento di una serie di tumori con l’adroterapia permetterà di aumentare significativamente il numero dei pazienti che verranno curati al CNAO che, d’altra parte – ha aggiunto De Maria – si potrà giovare della rete degli IRCCS oncologici per continuare a eseguire ricerche e studi clinici sempre più avanzati».

Roberto Orecchia, direttore scientifico di Fondazione CNAO, commenta con entusiasmo l’adesione ad Alleanza Contro il Cancro spiegando che «si conferma l’importanza della adroterapia e della conseguente ricerca scientifica a vantaggio del malato oncologico. Poter condividere con il network di ACC i risultati clinici e le sperimentazioni in corso presso il nostro centro è sicuramente un valore aggiunto per tutta la comunità scientifica. CNAO è l’unico centro in Italia e uno dei tre in Europa ad impiegare ioni carbonio per il trattamento di neoplasie localizzate in aree critiche o inoperabili. Siamo convinti – ha concluso Orecchia – che grazie a questa nuova sinergia si potrà fare molto per fornire risposte sempre più efficaci e concrete nella lotta contro i tumori».

 

CNAO

Il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) di Pavia è una fondazione senza scopo di lucro, innovativa e tecnologicamente avanzata, istituita nel 2001 dal Ministero della Salute per la realizzazione e la gestione di un centro di adroterapia per la cura dei tumori radio-resistenti e inoperabili, mediante l’impiego di ioni carbonio e protoni. E’ uno dei 6 centri al mondo, l’unico in Italia a trattare con protoni e ioni carbonio i tumori radioresistenti e non operabili che non hanno altra possibilità di cura, come melanomi oculari, tumori solidi pediatrici e tumori ossei e del distretto testa-collo (meningiomi, carcinomi adenoideo-cistici,…). Per farlo il CNAO utilizza un sincrotrone, ovvero un grande e complesso acceleratore di particelle, frutto della tecnologia italiana, che scompone gli atomi e dirige i fasci di particelle sui tessuti tumorali. Il sincrotrone del CNAO ha ottenuto dall’Istituto Superiore di Sanità la marcatura CE come dispositivo medico. L’adroterapia presso il Centro viene erogata nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale per le patologie inserite nei LEA. I trattamenti hanno dimostrato di essere affidabili, sicuri ed efficaci. Dal 2011 a oggi CNAO ha trattato oltre 1600 pazienti.

La sala di trattamento del CNAO

 

Ecco l’immunoterapia di Alleanza Contro il Cancro

Alleanza Contro il Cancro, al lavoro per portare…

Prevenzione, forbice ancora troppo ampia

ROMA, 29 novembre 2017 – Secondo Ruggero De Maria, Presidente di Alleanza Contro il #Cancro, la più grande rete di ricerca oncologica italiana, “la migliore arma per combattere il tumore resta la prevenzione ma purtroppo, in Italia, la disparità tra i programmi di screening regionali, che passano dal 60 al 10 percento di adesioni, è significativa di un divario che andrebbe rapidamente colmato”.

De Maria – intervenuto questa mattina a Roma al forum istituzionale dal titolo La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere organizzato da Salute #Donna Onlus – ha aggiunto che “esistono patologie, come il tumore del colon, in cui la prevenzione entra in gioco già nella fase pre-cancro dov’è possibile intervenire per via endoscopica con l’asportazione del polipo”. Il Presidente di ACC ha ulteriormente posto l’accento sulla prevenzione osservando che, sugli screening, è necessario un maggiore coinvolgimento dei medici di base che andrebbero valutati non soltanto dal punto di vista quantitativo ma anche di quello dell’attenzione posta ad aspetti di prevenzione secondaria.

Ufficio Stampa ACC | Massimo Boni