Annual Meeting 2020, seconda sessione dedicata a «Prevenzione e diagnosi precoce»

Sarà dedicata alla prevenzione e alla diagnosi precoce la seconda sessione della prima giornata dell’Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, – Rete Oncologica Nazionale, il keynote della ricerca traslazionale italiana in programma dal 28 al 30 ottobre prossimi in modalità virtuale.

Si parlerà, nello specifico, della valutazione dei fattori di rischio genetico e ambientale e dei biomarcatori di diagnosi precoce. Moderano Silvia Franceschi, Giuseppe Opocher e Giuseppe Remuzzi, direttori scientifici degli IRCCS Cro Aviano, Iov Padova e Mario Negri (associati ACC).

Dalle 15.30 del 28/10 gli interventi di Annarosa del Mistro di IOV (Towards universal prevention of a tumour: the case of HPV and cervical cancer) e Maurizio D’Incalci del Mario Negri Institute for Pharmacological Research IRCCS (Early Diagnosis of Ovarian Cancer by the Analysis of TP53 Clonal Variants in cervical cells). Alle 18 la tavola rotonda che affronterà il delicato tema del personal-data sharing, property e privacy con Roberto de Miro di FAVO- Federazione Volontari Italiani, Stefano Ferretti, AIRTUM-Associazione Italiana Registri Tumori, Maurizio Genuardi del Policlinico Gemelli IRCCS, Carlo La Vecchia, Milan University e Linda Laura Sabbadini, ISTAT (tbc).

L’edizione 2020 dell’Annual Meeting è organizzata in collaborazione con IEO e Università Statale di Milano.

Per iscriversi: meetingacc.ieo.it

Algoritmo predittivo terapeutico, primi risultati entro l’anno

 

Consentirà di predire la responsività del Paziente al trattamento immunoterapico consigliando il miglior percorso di cura | Positive ricadute anche per il SSN | Lo sforzo degli Istituti associati alla Rete Oncologica Nazionale (coinvolti oltre 250 ricercatori)

 

Grazie al lavoro degli oltre 250 ricercatori che cooperano con il Working Group Immunoterapia di Alleanza Contro il Cancro – la Rete Oncologica Nazionale fondata dal Ministero della Salute – entro il 2019 si concretizzeranno i primi risultati del progetto di creazione e validazione dell’algoritmo ideato per predire la responsività di un Paziente a un trattamento immunoterapico o, in alternativa, ad altre soluzioni terapeutiche. L’obiettivo primario è evitare al Paziente di ricevere terapie poco idonee e potenzialmente tossiche e consentire – come conseguenza – al SSN, di ridurre le spese associate a terapie non efficaci né nel breve, né nel lungo periodo.

A questo task è coinvolta una molteplicità di professionisti – ricercatori, clinici, bioinformatici, biologi, anatomo patologi e chirurghi – degli Istituti associati alla Rete, ciascuno con un compito fondamentale. «Siamo partiti da uno studio retrospettivo – spiega Concetta Quintarelli, segretario del WG Immunoterapia, responsabile del Laboratorio di terapia Genica e Cellulare presso l’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – condotto su alcune decine di Pazienti. Per ognuno di essi siamo in procinto di ottenere uno score immunologico da validare in una corte di Pazienti prospettici in cura per carcinoma del polmone, arruolati nello studio clinico multicentrico e coordinato da Vanesa Gregorc dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano».

Grazie ai risultati dello studio retrospettivo «potremo iniziare le analisi anche nei nuovi Pazienti – spiega ancora – che riceveranno immunoterapia come prima linea terapeutica, al fine di verificare l’efficacia dell’algoritmo predittivo di risposta anche in questa categoria di Pazienti. Tutto ciò è stato possibile solo perché gli Istituti partecipanti hanno messo in moto una macchina operativa in cui più unità hanno dato il loro contributo fondamentale, dagli Uffici che si occupano dell’approvazione della progettualità da parte dei Comitati Etici, alle Unità cliniche che selezionano i pazienti idonei per le loro caratteristiche ad essere arruolati nello studio, alle anatomie patologiche che sono state impegnate in prima linea nella sezione e preparazione dei materiali biologici da studiare».

Il progetto è molto ambizioso poiché, come sottolineato dalla stessa Quintarelli «il materiale biologico viene sottoposto a quattro differenti analisi, che non potrebbero essere eseguite se non sussistesse una forte collaborazione tra diversi IRCCS: RNASeq presso Istituto Regina Elena, WES (Whole Exome Sequencing) presso Istituto Europeo di Oncologia, TCR (T Cell Receptor) sequencing presso Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e tipizzazione HLA (Human Leukocyte Antigens) presso Ospedale San Raffaele IRCCS di Milano. Lo studio è disegnato dentro un range di casi compreso tra i 50 e i 100 – al fine di disporre del potere statistico necessario all’elaborazione. Elaborazione bioinformatica che è fortemente basata sul grande impegno del gruppo di Bioinformatica dell’IRCCS Regina Elena in collaborazione con IEO.

I bioinformatici stanno al momento elaborando una piattaforma che sia in grado di integrare le quattro classi di dati in una matrice (l’algoritmo) per offrire corrispondenza tra l’outcome del Paziente e il fenotipo caratterizzato con i test. Soddisfazione, oltreché dai vertici di ACC, è stata espressa dal DS del Regina Elena, Gennaro Ciliberto, che ha sottolineato l’importante ruolo dell’IRCCS  romano nello studio dell’immunoscore del polmone, strumento prognostico che misura l’incidenza del microambiente tumorale sulla risposta immunitaria.

Alleanza Contro il Cancro: il Cnao nella rete di ricerca

Cnao di Pavia entra in Alleanza Contro il Cancro

Il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica si è unito alla più grande rete di ricerca oncologica italiana | De Maria: «Un’eccellenza mondiale» | Orecchia: «Condividere con il network ACC risultati clinici e sperimentazioni è un valore aggiunto per l’intera comunità scientifica»

 

ROMA, 4 gennaio 2018 – Il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) di Pavia entra a far parte di Alleanza Contro il Cancro, la più grande rete di ricerca oncologica italiana. Lo ha deciso, con voto unanime, il consiglio direttivo di ACC che ha positivamente accolto la richiesta di CNAO, istituito come fondazione nel 2001 dal Ministero della Salute per la realizzazione e la gestione di un centro di adroterapia per la cura dei tumori radio-resistenti e inoperabili, mediante l’impiego di ioni carbonio e protoni.

«Alleanza Contro il Cancro – ha detto Ruggero De Maria, Presidente di ACC – è felice di accogliere il CNAO nell’associazione. Il CNAO è un centro di eccellenza mondiale pioniere dell’adroterapia oncologica che coniuga l’innovazione tecnologica con la ricerca clinica più avanzata. Il recente inserimento nei Lea del trattamento di una serie di tumori con l’adroterapia permetterà di aumentare significativamente il numero dei pazienti che verranno curati al CNAO che, d’altra parte – ha aggiunto De Maria – si potrà giovare della rete degli IRCCS oncologici per continuare a eseguire ricerche e studi clinici sempre più avanzati».

Roberto Orecchia, direttore scientifico di Fondazione CNAO, commenta con entusiasmo l’adesione ad Alleanza Contro il Cancro spiegando che «si conferma l’importanza della adroterapia e della conseguente ricerca scientifica a vantaggio del malato oncologico. Poter condividere con il network di ACC i risultati clinici e le sperimentazioni in corso presso il nostro centro è sicuramente un valore aggiunto per tutta la comunità scientifica. CNAO è l’unico centro in Italia e uno dei tre in Europa ad impiegare ioni carbonio per il trattamento di neoplasie localizzate in aree critiche o inoperabili. Siamo convinti – ha concluso Orecchia – che grazie a questa nuova sinergia si potrà fare molto per fornire risposte sempre più efficaci e concrete nella lotta contro i tumori».

 

CNAO

Il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) di Pavia è una fondazione senza scopo di lucro, innovativa e tecnologicamente avanzata, istituita nel 2001 dal Ministero della Salute per la realizzazione e la gestione di un centro di adroterapia per la cura dei tumori radio-resistenti e inoperabili, mediante l’impiego di ioni carbonio e protoni. E’ uno dei 6 centri al mondo, l’unico in Italia a trattare con protoni e ioni carbonio i tumori radioresistenti e non operabili che non hanno altra possibilità di cura, come melanomi oculari, tumori solidi pediatrici e tumori ossei e del distretto testa-collo (meningiomi, carcinomi adenoideo-cistici,…). Per farlo il CNAO utilizza un sincrotrone, ovvero un grande e complesso acceleratore di particelle, frutto della tecnologia italiana, che scompone gli atomi e dirige i fasci di particelle sui tessuti tumorali. Il sincrotrone del CNAO ha ottenuto dall’Istituto Superiore di Sanità la marcatura CE come dispositivo medico. L’adroterapia presso il Centro viene erogata nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale per le patologie inserite nei LEA. I trattamenti hanno dimostrato di essere affidabili, sicuri ed efficaci. Dal 2011 a oggi CNAO ha trattato oltre 1600 pazienti.

La sala di trattamento del CNAO

 

Ecco l’immunoterapia di Alleanza Contro il Cancro

Alleanza Contro il Cancro, al lavoro per portare…

Prevenzione, forbice ancora troppo ampia

ROMA, 29 novembre 2017 – Secondo Ruggero De Maria, Presidente di Alleanza Contro il #Cancro, la più grande rete di ricerca oncologica italiana, “la migliore arma per combattere il tumore resta la prevenzione ma purtroppo, in Italia, la disparità tra i programmi di screening regionali, che passano dal 60 al 10 percento di adesioni, è significativa di un divario che andrebbe rapidamente colmato”.

De Maria – intervenuto questa mattina a Roma al forum istituzionale dal titolo La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere organizzato da Salute #Donna Onlus – ha aggiunto che “esistono patologie, come il tumore del colon, in cui la prevenzione entra in gioco già nella fase pre-cancro dov’è possibile intervenire per via endoscopica con l’asportazione del polipo”. Il Presidente di ACC ha ulteriormente posto l’accento sulla prevenzione osservando che, sugli screening, è necessario un maggiore coinvolgimento dei medici di base che andrebbero valutati non soltanto dal punto di vista quantitativo ma anche di quello dell’attenzione posta ad aspetti di prevenzione secondaria.

Ufficio Stampa ACC | Massimo Boni

Medicina di precisione, De Maria: “Ogni paziente è un progetto di ricerca”

Acc Genomics: il futuro dell’oncogenomica è adesso

Presentato dal Ministro della Salute e dal Presidente di Alleanza Contro il Cancro il rivoluzionario progetto che delinea la strategia per portare l’innovazione nella clinica oncologica | Lorenzin: «Prima della medicina personalizzata c’è la ricerca personalizzata»

Un «oncochip» permetterà di mappare le alterazioni genomiche dei tumori consentendo migliori cure | Ogni Paziente diventerà un progetto di ricerca a sé

ROMA, 14 giugno 2017 – Un «oncochip» per individuare con precisione e rapidità – a basso costo – le alterazioni dei geni del cancro e curare meglio, tramite l’impiego di nuovi farmaci molecolari, i Pazienti oncologici: la rivoluzione si chiama ACC Genomics, progetto che delinea con chiarezza la strategia che porterà nel nostro Paese l’innovazione tecnologica nella pratica clinica. L’iniziativa, finanziata dal Ministero della Salute e realizzata da Alleanza Contro il Cancro, la più grande rete di ricerca oncologica del Paese – che comprende le migliori expertise italiane in oncogenomica – è stata presentata in una conferenza stampa alla presenza del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Punto di partenza è la caratterizzazione delle alterazioni genomiche dei tumori nell’attuale routine clinica: solo pochi geni – delle centinaia alterate – vengono comunemente analizzati e non tutti i pazienti accedono a queste analisi. L’utilizzo delle tecnologie di nuova generazione (NGS – Next Generation Sequencing) consentirà ad ACC di effettuare un sequenziamento rapido – a costi contenuti e su larga scala – del genoma utile all’identificazione della migliore strategia terapeutica per ogni paziente.

Per centrare gli obiettivi di quest’ambizioso percorso, ACC ha attivato i Working Group, unità collaborative composte da esperti medici e ricercatori che guideranno, per ogni singola neoplasia, l’ottimizzazione e la sperimentazione dei nuovi farmaci molecolari. La piattaforma di sequenziamento sarà dapprima validata negli IRCCS associati ad ACC e nei centri collegati della Sicilia partendo dal tumore al polmone (prima causa di morte tra le neoplasie). Si proseguirà poi con tutte le altre forme tumorali per le quali si renderà necessaria una caratterizzazione molecolare. Il progetto sarà poi esteso agli altri ospedali tramite le reti regionali e in collaborazione con le società scientifiche.

​«Prima della medicina personalizzata – ha detto il Ministro in conferenza stampa – c’è la ricerca personalizzata. Grazie a questa piattaforma avremo la possibilità di mettere a sistema i tumori di ogni singolo paziente, eseguire terapie mirate e garantire ai medici di utilizzare al meglio i farmaci innovativi. Andiamo verso il futuro, siamo nel futuro. In nessun Paese – ha aggiunto ancora Lorenzin – c’è un programma come questo. Siamo noi i primi, sostengo orgogliosamente, orgogliosamente, ad aver avviato un progetto come questo».

Giovanni Leonardi, Direttore Generale della Ricerca e Innovazione del Ministero della Salute, ha spiegato che «ACC è la prima rete di IRCCS costituita per generare sinergie nella ricerca sul cancro. Il progetto si caratterizza per il notevole valore aggiunto che potrà fornire all’intera oncologia italiana. Proprio per la sua valenza, si stanno coagulando attorno ad ACC altre realtà come, ad esempio, il policlinico Gemelli di Roma e i policlinici di Palermo e Catania, col contributo della Regione Sicilia. Il Ministero della Salute ha finanziato ACC Genomics destinando parte dei fondi della ricerca per dotare gli Ospedali della rete ACC di apparecchiature per l’analisi genomica, e per l’acquisto dei reagenti il progetto di screening dei tumori del polmone. Ci aspettiamo che dalla ricerca arrivino risposte sempre più efficaci ai bisogni di cura di ogni paziente. Seguiremo costantemente, insieme alle Associazioni dei Pazienti, le fasi del progetto e interverremo con nuovi sostegni finanziari mano a mano che il programma fornirà le risposte che tutti attendiamo».

Ruggero De Maria, Presidente di ACC, ha detto che «l’obiettivo di Alleanza Contro il Cancro è portare l’innovazione tecnologica al servizio dei Pazienti oncologici, in particolare di quei 175 mila che ogni anno, in Italia, muoiono di cancro. La ricerca di base ha donato progressi molto importanti che avrebbero dovuto rivoluzionare l’approccio alla diagnosi e alla terapia; tuttavia – ha sostenuto De Maria – il trasferimento di queste innovazioni alla pratica clinica si è spesso rivelato costoso e piuttosto lento. Abbiamo pertanto ideato, con il Ministero della Salute, un progetto capace di far recuperare questo gap tecnologico portando l’innovazione della genomica nella routine clinica. I Pazienti italiani, al pari pochi di altri nel mondo, potranno così avere una completa caratterizzazione dei tumori tale da poter essere curati meglio e con farmaci più mirati, un privilegio sin qui concesso solo ai Pazienti dotati delle migliori assicurazioni negli Stati Uniti. Prevediamo che i benefici saranno enormi e che le nuove conoscenze che produrremo ci permetteranno di progredire molto più rapidamente e di curare sempre meglio i nostri Pazienti».

«Il primo studio di fattibilità, che prevede la sequenza del genoma di 1.000 tumori del Polmone – ha informato Pier Giuseppe Pelicci, Direttore Scientifico di ACC – inizierà a ottobre. Nel 2018 lo screening sarà esteso ad altri tumori, utilizzando un nuovo approccio in cui è programmata la concomitante analisi dei geni responsabili del rischio genetico di tumore (gli ereditari). Le sequenze genomiche saranno eseguite inizialmente in dieci IRCCS associati ACC con l’obiettivo di estenderle ai 21 oncologici della rete coprendo così l’intero territorio nazionale. Ogni Paziente diventerà un progetto di ricerca a sé: il suo genoma, infatti, sarà incrociato in tempo reale con le informazioni cliniche e scientifiche disponibili nel mondo, con l’obiettivo di usare tutte le conoscenze emergenti per ottimizzarne la terapia. Costruiremo una sorta di internet dei genomi, dove il genoma di ogni paziente sarà collegato a tutta la conoscenza disponibile e contribuirà a sua volta ad accrescere la conoscenza per il paziente successivo».

Sull’interesse e sul coinvolgimento della Sicilia nei progetti ACC è intervenuto l’assessore della Salute, Baldassare Gucciardi, secondo il quale «la lotta ai tumori prosegue in Sicilia nel segno dell’innovazione e della ricerca; ne sono prova i due centri altamente specializzati in diagnostica molecolare avanzata, realizzati quest’anno nei policlinici di Palermo e Catania nell’ambito del piano di Medicina Personalizzata e di Medicina di Precisione. Oltre a garantire un vantaggio in termini di riduzione della spesa farmaceutica, i nuovi centri innalzeranno la qualità dell’offerta sanitaria siciliana nella lotta ai tumori. La collaborazione con il ministero della Salute e Alleanza Contro il Cancro – ha chiosato – rappresenta un ulteriore slancio per la realizzazione di un nuovo sistema di servizi sempre più efficiente, accessibile ai cittadini e soprattutto efficace nella lotta ai tumori».

Mauro Biffoni, Direttore del Dipartimento di Oncologia e Medicina molecolare dell’ISS ha detto che «la ricerca di base e clinica degli ultimi decenni ha modificato in modo sostanziale le aspettative di vita dei Pazienti affetti da tumori. Questi risultati possono essere ulteriormente migliorati per fornire valide alternative terapeutiche a coloro che presentano risposte insoddisfacenti alle terapie consolidate. ACC Genomics è un progetto di ricerca clinica che traduce in intervento terapeutico le più avanzate conoscenze sulla biologia e la genomica dei tumori. Con questo progetto gli IRCCS oncologici italiani – presso i quali viene assicurato il trattamento di una quota molto rilevante dei Pazienti con tumore – assicureranno ad ogni paziente il trattamento più adeguato alle alterazioni molecolari della propria malattia. Partecipando a questo importante progetto, l’Istituto Superiore di Sanità conferma il suo ruolo di supporto ad un Sistema Sanitario Nazionale che, pur nelle difficoltà contingenti, assicura a tutti l’accesso alle terapie più avanzate per la cura di gravi malattie».

Ufficio Stampa ACC | Massimo Boni | press@alleanzacontroilcancro.it

Il Ministro Lorenzin, Ciliberto, Pelicci e De Maria.

La conferenza stampa.