Annual Meeting ACC 2022, via alle iscrizioni e alla sottomissione degli abstract

Roma, 20 aprile 2022 – Sono aperte le iscrizioni alla 7ma edizione dell’Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro – la Rete Oncologica del Ministero della Salute – in programma dal 21 al 23 settembre prossimi, in presenza, al Policlinico Gemelli di Roma, co-organizzatore dell’evento, associato alla Rete. È inoltre possibile sottomettere gli abstract (entro il 30/6) che saranno successivamente selezionati dal Comitato Scientifico.

Iscrizione

Sottomissione abstract

Preliminary program

WG Melanoma: “Predire l’efficacia dei farmaci utilizzando il tessuto tumorale”

Predire su pazienti affetti da melanoma l’efficacia terapeutica di farmaci, anche sperimentali, anche non necessariamente disegnati per quello specifico tumore, utilizzando parti dello stesso tessuto neoplastico, è il focus target su cui sta lavorando, in collaborazione con diversi Istituti associati (IDI e IFO di Roma, IRCCS Giovanni Paolo II di Bari, IEO e Istituto Nazionale Tumori di Milano e IRCCS Irst Dino Amadori di Meldola), il Working Group Melanoma di Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale fondata dal Ministero della Salute presieduta dal prof. Ruggero De Maria. Ce ne parla il suo coordinatore, Giandomenico Russo.

Tumori pediatrici, sviluppato da ACC modello predittivo per evitare la biopsia ai bambini affetti da neuroblastoma

Allo studio della Rete Oncologica Nazionale (ACC) del Ministero della Salute, hanno partecipato il Policlinico Gemelli e l’ospedale pediatrico Bambino Gesù, associati al network | Boldrini: «Grazie alla radiomica minore invasività e maggiore rapidità diagnostica» | De Maria: «Tecnologia di straordinaria potenzialità»

 

Roma, 18 marzo 2022 – La radiomica – interpretazione quantitativa di biommagini tramite l’utilizzo di software specifici – è anche ricerca pediatrica, finalizzata al miglioramento della qualità del percorso diagnostico e terapeutico dei piccoli pazienti.

Il Working Group di Radiomica di Alleanza Contro il Cancro, gruppo di lavoro della Rete Oncologica Nazionale fondata dal Ministero della Salute, ha infatti sviluppato, nell’ambito di uno studio congiunto che coinvolge ricercatori della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – Istituti associati alla Rete – un modello predittivo per il neuroblastoma, il tumore solido extracranico più frequente nei bambini diagnosticata prima del sesto anno di vita nel 90% dei casi, con un’incidenza di circa 1/70.000 nella popolazione di riferimento.

Per definire il corretto iter diagnostico-terapeutico di questa malattia, è fondamentale studiarne specifici biomarcatori tissutali che ne descrivono aspetti biologici chiave, come l’amplificazione dell’oncogene MYCN. Queste procedure di caratterizzazione sono generalmente eseguite utilizzando frammenti di tessuto tumorale, ottenuti mediante biopsie. «Per affiancare la diagnostica tradizionale e ridurne l’invasività, ove possibile, è stato realizzato un modello radiomico che consente di predire l’esistenza di alcune mutazioni del tumore, utilizzando le immagini TAC di stadiazione di malattia» spiega Luca Boldrini, coordinatore scientifico del WG Radiomica di Alleanza Contro il Cancro. «Queste immagini – prosegue – vengono sempre acquisite nella fase diagnostica in avvio del percorso di cura del piccolo paziente e la loro analisi radiomica ci consente di trarne il massimo vantaggio, potenzialmente accelerando i tempi e riducendo anche i costi della fase diagnostica. Il modello predittivo che abbiamo realizzato grazie al grande lavoro dei colleghi del Dipartimento di Diagnostica per Immagini e del Dipartimento di Oncoematologia, Terapia Cellulare, Terapie Geniche e Trapianto Emopoietico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù rappresenta il primo contributo di ricerca europeo su questa tematica e s’inserisce in un ambito di grande innovazione a livello mondiale».

Una vera e propria biopsia virtuale, quindi, che oltre a ridurre l’invasività arricchisce il tradizionale processo diagnostico radiologico di numerose informazioni quantitative che l’occhio ed il cervello umano non possono percepire o gestire ottenendo caratterizzazioni dei tessuti in esame normalmente impossibili con gli approcci tradizionali.

Secondo il Presidente della Rete, prof. Ruggero De Maria, «la radiomica è una tecnologia di straordinaria potenzialità diagnostica che stiamo imparando a sfruttare nella pratica clinica. Questo modello predittivo sviluppato dal working group di radiomica di Alleanza Contro il Cancro è un approccio particolarmente utile nell’ottica di ridurre i rischi connessi all’esecuzione delle biopsie convenzionali. Siamo certi – ha aggiunto De Maria – che l’ottimo lavoro del working group permetterà di fornire informazioni diagnostiche e prognostiche molto rilevanti in tutti i tumori solidi».

Cellule CAR-Killer contro i tumori solidi, De Maria: «Studi clinici sugli adulti entro due anni»

Roma, 15 febbraio 2022 – Si chiamano CAR-killer e sono cellule che i ricercatori del progetto Car-T di Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute presieduta dal prof. Ruggero De Maria, stanno sviluppando e dirigendo verso target innovativi in tumori solidi. Quest’ambiziosa porzione del progetto coordinato dal prof. Franco Locatelli, parte del più ampio programma di ricerca finanziato dal Parlamento con dieci milioni di euro – lo stesso che, come si ricorderà, ha consentito la remissione completa di giovani pazienti affetti da leucemia linfoide acuta attraverso l’infusione di un basso numero di cellule – si propone di implementare nuovi approcci a livello preclinico per estendere l’applicabilità del trattamento con cellule CAR-T a neoplasie non ematologiche, migliorando parallelamente il profilo di sicurezza ed efficacia dell’approccio.

«Parliamo di nuovi CAR (recettori chimerici antigenici) – spiega Concetta Quintarelli, coordinatrice del Working Group Immunologia di ACC e responsabile della Terapia Genica dei Tumori al Bambino Gesù di Roma, Irccs associato alla Rete, dove è basato il WG – in grado di controllare il carcinoma di polmone, pancreas, colon e dei tumori cerebrali». In questa direzione si sono sviluppate in ACC numerose progettualità che coinvolgono gli altri WG della Rete. «Lo stadio della ricerca è preclinico. Per quanto riguarda il polmone – ha precisato Quintarelli – sono stati sviluppati nuovi vettori per la terapia genica la cui efficacia viene testata sia su colture cellulari sia nei modelli animali. Soltanto al termine di un’elevata e meticolosa caratterizzazione preclinica, e dopo avere sviluppato materiale per la terapia genica avente peculiarità compatibili con il rilascio per utilizzo sull’uomo – precisa ancora la ricercatrice – si potrà passare agli studi clinici. Il lavoro che attende le centinaia di ricercatori impegnati su questo fronte è particolarmente impegnativo». Al proposito il Presidente di ACC, De Maria, ha detto che «grazie all’eccellente lavoro del gruppo coordinato dal professor Locatelli, gli studi sui tumori pediatrici saranno i primi ad essere trasferiti alla clinica. Tuttavia, è probabile che, grazie a questo programma, entro un paio di anni verranno attivati dei trial clinici anche su alcuni tumori solidi degli adulti».

Il Progetto Car-T. Una rivoluzione nel campo dell’immunoterapia per la cura della Leucemia Linfoblastica Acuta è stato lo sviluppo di linfociti T modificati geneticamente che esprimono un recettore antigenico chimerico (CAR) contro i target tumorali. Tuttavia, nonostante la loro efficacia nel curare la LLA, le cellule CAR-T sono state associate a un profilo di sicurezza non ancora ottimale. Inoltre, nell’ambito di altre patologie maligne ematologiche (ad esempio la leucemia mieloide acuta, LMA) e dei tumori solidi, l’efficacia dell’approccio è risultata limitata. Per questi motivi il progetto di ricerca CAR-T, promosso dal Ministero della Salute e sviluppato sotto l’egida di ACC, si prefigge di migliorare l’efficacia della terapia con cellule CAR-T attraverso la creazione di un network di collaborazione che unisca l’expertise delle diverse Istituzioni partecipanti. Nel team di progetto sono coinvolti 17 dei 28 Irccs attualmente associati alla Rete.

Alleanza Contro il Cancro. Ad ACC, la Rete oncologica nazionale fondata nel 2002 dal Ministero della Salute, aderiscono 28 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), INFN, Fondazione Politecnico Milano, AIMaC, Italian Sarcoma Group, Fondazione CNAO e Istituto Superiore di Sanità – che ne ospita gli uffici. La missione di Alleanza contro il Cancro è portare l’innovazione tecnologica e organizzativa dalla ricerca di base alla pratica clinica, elevando e uniformando il livello di assistenza, cura e riabilitazione dei Pazienti oncologici su tutto il territorio nazionale.

Sinergie di Rete e potenza di calcolo dell’INFN: così potremo comprendere le mutazioni dei tumori rari

Il progetto UNIC di Alleanza Contro il Cancro consentirà, grazie alla piattaforma centralizzata dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, una migliore caratterizzazione di tumori con prevalenza nettamente inferiore ai big killer, patologie rare che in Italia sono diagnosticate nell’ordine di poche centinaia o migliaia l’anno e che quindi, se analizzate singolarmente, non raggiungerebbero un potere statistico

 

Roma, 20 gennaio 2022 – Sinergie proprie di una Rete e potenza di calcolo, in questo caso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, consentiranno una migliore caratterizzazione di tumori con prevalenza nettamente inferiore ai big killer, patologie rare che in Italia sono diagnosticate nell’ordine di poche centinaia o migliaia l’anno e che quindi, se analizzate singolarmente, non raggiungerebbero un potere statistico adeguato. Di questo ambizioso e impegnativo progetto, chiamato UNIC, è incaricato il Working Group di Genomica e Informatica di Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale fondata dal Ministero della Salute presieduta dal professor Ruggero De Maria. In UNIC sono ingaggiati 16 dei 28 IRCCS associati.

«La nostra attività – spiega il coordinatore del WG, Luca Mazzarella, basato allo IEO di Milano – ha promosso l’implementazione di metodologie di analisi molecolare avanzata nella pratica clinica, privilegiando tecnologie sostenibili e facilmente interoperabili in contesti clinici di ampio interesse, su patologie di elevata incidenza e mortalità. Così facendo abbiamo creato una infrastruttura nazionale di raccolta ed interpretazione dei dati strumentale. Ora, l’applicazione di tecnologie più avanzate di sequenziamento – dice ancora – ci consentirà di incrementare in modo significativo la comprensione di patologie estremamente rare e, perciò prive di sufficienti dati in letteratura per identificare alterazioni potenzialmente actionable». Cinque le neoplasie individuate sulla base dell’esperienza degli Istituti coinvolti, la disponibilità di dati e campioni e la capacità di creare sinergie: angiosarcomi mammari, colangiocarcinomi, tumori timici, neuroendocrini e a cellule di Merkel. Ora UNIC è al giro di boa: censite le casistiche eventualmente disponibili, create le sinergie e la generazione di una mole significativa di dati preliminari o avanzati per costruire una progettualità più ampia negli anni a venire e definite le patologie, è tempo di una ulteriore accelerata.

«Che – prosegue Mazzarella – si tradurrà prioritariamente nel potenziamento delle attività di analisi che richiederà un aumento delle risorse umane e di quelle computazionali. Le informazioni raccolte confluiranno nella piattaforma centralizzata dell’INFN, associato ad ACC e con il quale è in atto una proficua collaborazione che ci permetterà, nel caso di specie, l’identificazione e caratterizzazione molecolare di tumori ad alto interesse clinico-biologico. Una collaborazione necessaria – chiarisce – che ci sta consentendo di sviluppare specifiche piattaforme informatiche capaci di generare applicativi ottimali per gestire una particolare tipologia di dato mantenendo massima attenzione su privacy e protezione delle informazioni».

Numerosi i risultati attesi: «Definizione di linee guida per la chiamata delle varianti da campioni clinici in FFPE, con interpretazione combinata di varianti germinali e somatiche, classificazione genomica degli angiosarcomi mammari, comprensione dei meccanismi mutazionali alla base di tumori rari e, infine – conclude Mazzarella – definizione di profili trascrizionali di suddivisione dei tumori rari e loro rapporto con la risposta a trattamenti specifici come ad esempio l’immunoterapia per i Merkeliomi».

Per il Presidente di ACC, Ruggero De Maria, «i tumori rari hanno la necessità di essere studiati e trattati attraverso strutture di rete, in modo da condividere le esperienze e sperimentare nuovi protocolli clinici. ACC ha il vantaggio di poter offrire ai pazienti anche una serie di tecnologie di analisi molto sofisticate che possono favorire l’identificazione dei migliori percorsi diagnostici e terapeutici. Sono certo – ha concluso – che il progetto UNIC contribuirà in maniera significativa a progredire in questa direzione».

WG Anatomia Patologica e Biobanche | Fissazione dei tessuti: procedure standardizzate, siamo pronti per GerSom

Caterina Marchiò, coordinatrice del WG Anatomia Patologica e Biobanche, ci descrive il percorso che si è reso necessario per la standardizzazione dei processi di fissazione dei tessuti tra gli IRCCS aderenti ad ACC, un lavoro propedeutico all’avvio di GerSom, studio multicentrico che annovera 17 Irccs partecipanti e si pone come obiettivo quello di dimostrare la fattibilità di un percorso diagnostico congiunto, al momento della diagnosi di tumore, per la identificazione dei geni alterati nel tumore (a scopi prognostici e di definizione della risposta alla terapia) e dei CPGs nella linea germinale (a scopi di mappatura del rischio genetico di tumore).

Svolta storica in oncologia: Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Fondazione Politecnico di Milano soci di ACC

Roma, 1 ottobre 2021 – Il consiglio direttivo di Alleanza Contro il Cancro, la rete oncologica nazionale del Ministero della Salute, ha espresso parere unanimemente favorevole alle richieste di ingresso in qualità di soci avanzate dall’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (ordinario) e dalla Fondazione Politecnico di Milano (aderente). Entrambe le strutture (la Fondazione attraverso il Politecnico), già collaborano con ACC in Health Big Data – il progetto di durata decennale finanziato con 55 milioni di euro messi a disposizione dal MEF, coordinato dal Ministero della Salute e che coinvolge i 51 IRCCS afferenti alle reti oncologica, neuroscienze e cardiologica.

«L’analisi dei big data in ambito sanitario – ha spiegato il Presidente di ACC, Ruggero De Maria – può fornire uno strumento potente per valutare e gestire la salute globale e individuale. Da una parte sarà possibile ottimizzare gli interventi sull’organizzazione sanitaria, dall’altra l’integrazione di dati clinici e ambientali sempre più sofisticati, e a un livello di risoluzione senza precedenti, ci permetterà di intercettare precocemente la presenza o la predisposizione verso malattie che potrebbero svilupparsi successivamente, in modo da agire in una fase in cui il trattamento sia più semplice, efficace e meno costoso. Inoltre, l’applicazione di queste tecnologie alla prevenzione primaria impedirà alle patologie di manifestarsi attraverso l’adozione di uno stile di vita più appropriato. L’ingresso nella Rete di INFN e Fondazione Politecnico di Milano, con le quali abbiamo una intensa collaborazione che si protrae oramai da tre anni – ha concluso De Maria – va proprio in questa direzione»

Pier Giuseppe Pelicci, coordinatore scientifico della rete oncologica nazionale, parla di «svolta storica per la capacità d’impatto che quest’ingresso avrà nell’oncologia: le competenze di INFN e Fondazione Politecnico di Milano nel cloud computing, nell’acquisizione e nella scienza dei dati sanitari, nella ricerca biomedica o nello studio dei materiali, della genomica e dell’utilizzo dei protoni, sono straordinarie». Pelicci ha aggiunto che «la frammentazione del sistema italiano è un fatto negativo, non è più il tempo di stare nella propria casa, semmai di uscire e crearne di nuove e noi lo stiamo facendo con due istituzioni solo apparentemente lontane dal Dna e dalla mission di ACC».

Il Presidente di INFN, Antonio Zoccoli, ha spiegato che «la fisica degli acceleratori si è dimostrata cruciale per sviluppare terapie oncologiche, come l’adroterapia, contraddistinte da altissima precisione e basso impatto sui tessuti sani; anche la diagnostica per immagini deve moltissimo alla fisica nucleare, che ha portato allo sviluppo della Tomografia Computerizzata (TC), e della prima applicazione pratica dell’antimateria con la Tomografia a Emissione di Positroni (PET). Inoltre, l’esperienza maturata nello sviluppo di algoritmi e software per l’analisi di immagini ha trovato applicazione in programmi di analisi automatica per le attività di screening». Il contributo dell’INFN ai progetti attuali e futuri di ACC, è individuato nelle risorse e nelle competenze dell’Istituto e, in particolare, in una potente infrastruttura di calcolo.

Paolo Locatelli, responsabile della Digital Innovation Unit della Fondazione Politecnico di Milano, ha spiegato che «vista l’esperienza decennale nella gestione e dell’implementazione di progetti di ricerca sull’innovazione organizzativa, di processo e digitale in sanità ed in particolare in ambito oncologico, la Fondazione, nel ruolo di socio aderente, metterà a disposizione le proprie esperienze nelle progettualità attivate da ACC». In particolare, è stato detto, «l’apporto si attuerà in Health Big Data con competenze di gestione del progetto di ricerca ed innovazione (anche in seno agli organi di gestione progettuale), di indirizzo e gestione delle attività del personale di ricerca che il progetto colloca centralmente in ACC, presso le reti e i singoli Irccs ed anche in supporto alla introduzione dell’innovazione nei singoli Istituti».

Oncologia di precisione, il ruolo attivo di ACC nel Paese

Roma, 13 luglio 2021 – Medicina di precisione in oncologia: se ne è parlato in un recente convegno al quale è intervenuta, tra gli altri, Valentina Trapani, scientific advisor di ACC. «Prim’ancora del problema di un accesso non omogeneo sul territorio nazionale – ha detto – vi è innanzitutto quello di un accesso ancora troppo limitato e della mancanza di un percorso diagnostico-terapeutico specifico per l’impiego dell’NGS nella pratica clinica. Ad oggi, si stima che solo il 40% dei pazienti oncologici avanzati abbia accesso a cure personalizzate con i farmaci in commercio». Secondo Trapani, in risposta a un quesito che interrogava su quali fossero i punti critici della transizione verso l’implementazione dell’oncologia di precisione in tutto il Paese, «è innanzitutto indispensabile la disseminazione della capacità, in termini di competenze e attrezzature, di eseguire test validati di profilazione genomica. In questo senso, negli ultimi anni, ACC si è impegnata nel setup di facilities NGS in tutti gli Irccs della sua Rete, contribuendo anche all’assunzione e alla formazione di nuove figure professionali quali tecnologi NGS e bioinformatici clinici. Ma – ha aggiunto – per poter cominciare a pensare a un nuovo modello sostenibile ed equo risulta altrettanto fondamentale avere a disposizione dei test validati e a basso costo e degli strumenti informatici condivisi per l’interpretazione e la gestione dei dati genomici e clinici. Anche in questo ambito ACC sta portando avanti dei progetti significativi. Abbiamo sviluppato e validato un pannello genico a costi contenuti (<500€) ed eseguibile in tempi brevi (<1 settimana) per l’analisi di 467 geni alterati nei tumori, tra cui 172 CPGs (Cancer Predisposing Genes; cioè geni le cui varianti predispongono ai tumori). Questo pannello verrà impiegato nel trial GerSom che è appena partito e si pone come obiettivo dimostrare la fattibilità di un percorso diagnostico congiunto, al momento della diagnosi di tumore, per la identificazione dei geni alterati nel tumore (a scopi prognostici e di definizione della risposta alla terapia) e dei CPGs nella linea germinale (a scopi di mappatura del rischio genetico di tumore). L’ambizione del progetto è duplice: curare meglio i pazienti individuando i farmaci potenzialmente più efficaci, e prevenire i tumori nei loro familiari ad alto rischio indirizzandoli verso percorsi dedicati di prevenzione».

Annual Meeting ACC 2021: via alle iscrizioni e alla sottomissione degli abstract

Sono aperte le iscrizioni al sesto Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, tre giornate di confronto dal tradizionale titolo New Technologies and Strategies to Fight Cancer, per discutere delle conquiste e dei più recenti progressi nella lotta ai tumori, con un particolare approfondimento su prevenzione e diagnosi precoce.

L’evento, in programma dal 23 al 25 settembre, potrà essere interamente seguito da remoto. La partecipazione è gratuita. Clicca qui per iscriverti.

Il programma prevede dieci sessioni nelle prime due giornate e un aggiornamento sulle attività dei working group di Alleanza Contro il Cancro nel corso della terza giornata. Sempre da oggi, e fino al 5 agosto, sarà possibile inviare i propri abstract su ognuna delle sessioni previste da programma, tramite il form on line, disponibile qui.

«Particolarmente attesi – osserva il prof. Ruggero De Maria, Presidente ACC – gli interventi sulle nuove tecnologie che stanno rivoluzionando la diagnostica e la terapia dei tumori, dalla digital pathology, alla radiomica e alle cellule CAR T». «Nelle sessioni in programma – dichiara il prof. Angelo Paradiso, Direttore scientifico dell’Istituto Tumori di Bari, host institution dell’evento – abbiamo inserito alcuni nuovi ambiti di interesse della comunità scientifica oncologica e i più recenti programmi di Alleanza Contro il Cancro».

Il sesto Annual Meeting è organizzato da ACC e dalla Rete AMORe, l’Alleanza Mediterranea Oncologia in Rete, che riunisce in consorzio i poli oncologici di Campania, Basilicata e Puglia. L’evento sarà ospitato dall’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, in collaborazione con l’Istituto Nazionali Tumori IRCCS ‘Fondazione G. Pascale’ di Napoli e l’IRCCS Crob, Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata, di Rionero in Vulture (Pz). Nel rispetto delle norme nazionali e regionali in materia di emergenza sanitaria da Covid-19, è prevista la partecipazione, in presenza a Bari, di una rappresentanza dei soci, dei referenti e dei responsabili dei working group di Alleanza Contro il Cancro.

Tutti i dettagli dell’evento sono disponibili sul sito https://meetingacc2021-irccsbari.it/

In implementazione il modello hub & spoke, più vicina la Rete virtuale dei MTB

I Molecular Tumor Board (MTB) hanno lo scopo di colmare le lacune e condividere esperienze laddove le evidenze di letteratura siano limitate o non siano disponibili linee guida o criteri di qualità. Coordinatore del progetto è il prof. Gennaro Ciliberto, componente del direttivo di Alleanza Contro il Cancro che, in questa seconda clip spiega a che punto sono i lavori per la costituzione della Rete Virtuale dei MTB.